Come successo lo scorso anno dopo il ko casalingo con l'Empoli, dopo la sconfitta di Marassi contro il Genoa, il destino di Paolo Zanetti sembrava essere segnato. La schiera di chi ne chiedeva la testa, identificando nel suo cambio la medicina per risollevare una situazione fattasi sempre più critica, si era via via infittita. Sean Sogliano ha senza dubbio pregi e difetti ma, come ha avuto modo di dimostrare nella sua doppia permanenza a Verona, non possiede tra le sue caratteristiche quella di essere un cosiddetto "mangiallenatori". Indipendentemente dal fatto che, in caso di esonero del tecnico vicentino, il tema sarebbe avrebbe riguardato chi scegliere al suo posto - decisione tutt'altro che facile - il diesse gialloblù ha ribadito la sua piena fiducia nell'allenatore. Zanetti, che non si è mai nascosto dietro a un dito, esponendosi sempre in prima persona e mettendoci la propria faccia, ha saputo incassare le critiche senza batter ciglio ma rimanendo concentrato sul lavoro di campo. E siccome il calcio ti toglie ma poi a volte anche restituisce, ecco che come d'incanto la squadra ha trovato il tanto atteso punto di svolta. Le due vittorie consecutive rappresentano ora un giusto riconoscimento dopo tante partite dove si era raccolto meno di quanto seminato.  La lotta per la salvezza è ancora tutta da decidere ma ora nel gruppo delle pretendenti entrano con pieno merito anche Serdar & c., pronti a giocarsi tutte le proprie carte. E visto come stavano le cose fino a poche settimane fa, scusate se è poco.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 16 dicembre 2025 alle 19:00
Autore: Enrico Brigi / Twitter: @enrico_brigi
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