Sono passate oramai diverse settimane da quando tutto il mondo dello sport si è fermato a causa dello scoppiare dell’epidemia di coronavirus. Basket, volley e rugby – i principali – hanno già chiuso i propri tornei, mentre il mondo del calcio rimane ancora in attesa. L’unico campionato ad aver fatto la prima mossa è quello di Lega Pro che ha già deciso – in attesa della ratifica della propria assemblea – di mettere la parola fine, decidendo a tavolino solo le promozioni, senza prendere in considerazione retrocessioni e ripescaggi. La serie A e la serie B, invece, non hanno ancora deciso di alzare bandiera bianca. La palla della decisione continua a passare da una metà campo a quella avversaria. Lega Serie A e B, Figc e Comitato Tecnico Scientifico proseguono nel dibattito senza aver trovato ancora un reale punto d’incontro. Al momento le squadre hanno iniziato gli allenamenti individuali mentre si lavora – oramai mancherebbe solo l’ufficialità – per il via libera dal 18 maggio agli allenamenti collettivi.

Il tema principale, tuttavia, è un altro ovvero la ripresa del campionato. In Francia, Olanda e Belgio hanno già fermato tutto mentre la Bundesliga, che ha ripreso già da qualche settimana gli allenamenti, conta di ripartire la prossima settimana. Sulla possibile riapertura, aleggia tuttavia il pericolo di un nuovo blocco, legato alla positività di alcuni giocatori di una compagine di serie B, che potrebbe mandare in tilt il nuovo calendario.In Italia, probabilmente, la “patata bollente” finirà sul tavolo del Governo che dovrà prendere una decisione in merito. L’impressione generale è che tutto sia legato agli introiti dei diritti televisivi – ai quali nessuno sembra voler o poter rinunciare – e al paventato rischio dei possibili ricorsi davanti ai tribunali, in caso di stop con promozioni e retrocessioni decisi a tavolino.

Secondo molti la decisione più sensata sarebbe quella di sospendere e pensare al prossimo anno, secondo altri – come ricorda una famosa canzone – “the show must go on”. Non dimentichiamoci, però, che l’eventuale ripresa sarebbe a porte chiuse. Il calcio è uno spettacolo e senza pubblico è impossibile rimanga tale. Pochi giorni e ne sapremo sicuramente di più.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 13 maggio 2020 alle 14:00
Autore: Enrico Brigi / Twitter: @enrico_brigi
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