Il pareggio ottenuto contro il Torino, al termine di una partita in lungo e in largo dominata, è quasi passato in secondo piano, A tener banco, ancora una volta, sono state le dichiarazioni rilasciate da Juric in conferenza stampa al termine della partita. Nelle scorse settimane, diversi sono stati i messaggi lanciati alla società sulla necessità - o sul desiderio, dipende dalle diverse chiavi di lettura - di intervenire sull'organico, in vista del prossimo anno, per alzarne il livello di qualità e diventare più competitivi e guardare, magari, anche oltre una semplice salvezza.  Domenica pomeriggio, però, dopo l'1-1 con la squadra di Nicola, il tecnico gialloblù è andato giù ancora più diretto, senza tanti giri di parole. «Con Tony (il direttore sportivo ndr) abbiamo un rapporto quasi fraterno ma, come lui mi ricorda spesso, siamo degli impiegati e come tali dobbiamo rispettare un contratto. Quest'anno, abbiamo fatto un campionato allucinante ma dopo la salvezza, conquistata con anticipo, non ho mai sentito una parola dalla società, e questo lo considero una mancanza di rispetto verso di me» sono state le sue parole, che non sono certo passate inosservate. 

Il Presidente Maurizio Settievidentemente chiamato in causa, in questo periodo, e per di più anche domenica, non ha proferito risposta alcuna. Qualcuno inizia naturalmente a vedere all'orizzonte nubi minacciose. Non è un segreto, infatti, che il tecnico di Spalato sia entrato nelle mire di altri club - Fiorentina in primis - e quindi diventa quasi naturale intravedere in tutto questo una pericolosa incrinatura del rapporto che, comunque, giusto ribadirlo, ha davanti ancora due anni di contratto. L'impressione, tuttavia, è quella di trovarsi davanti al classico gioco delle parti dove ognuno fa il proprio gioco, cercando di vedere come reagisce l'altro. In questi anni Setti, grazie all'ottimo lavoro della coppia Juric-D'Amico ha potuto contare su importanti plusvalenze mentre il tecnico ha potuto godere di una libertà di manovra e di pensiero che difficilmente potrebbe trovare da altre parti. In buona sostanza, senza dimenticare che per una società come l'Hellas la permanenza in serie A vale come un piccolo scudetto, cambiare non conviene a nessuno dei due. 

Sezione: Editoriale / Data: Lun 10 maggio 2021 alle 18:30
Autore: Enrico Brigi / Twitter: @enrico_brigi
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