Con la stagione ufficialmente terminata vi proponiamo il pagellone, tra parentesi sono indicati i giocatori ceduti nel corso della sessione invernale di mercato:
MONTIPO' 9: Nella salvezza conquistata dal Verona c'è tanto del suo estremo difensore, diventato al contempo portiere affermato e ambito in Serie A oltre che di fatto idolo della tifoseria (unico giocatore a cui il "Bentegodi" ha dedicato un coro nel corso della stagione, potrebbe sembrare una banalità ma non lo è affatto).
PERILLI 7: Si esalta nell'unica gara in campo, l'ultima, con i campioni d'Italia in carica con grandi interventi, meriterebbe forse un lido in grado di garantirgli uno spazio da protagonista perchè il ruolo da secondo non gli si confà:
BERARDI 7: Mai un minuto in campo per il classe 1991 che in molti sono però concordi nel definire come importante uomo spogliatoio, tra i pochi senatori in rosa reduci dal ritorno in Serie A datato ormai 2019, non indifferente il suo ruolo di "guida spirituale" per i (tanti) nuovi giovani arrivati in gruppo.
CHIESA S.V.
COPPOLA 8: Stagione della consacrazione quella del "Bocia", presosi strada facendo i gradi di titolare e autore di due goal, di cui quello della vittoria in pieno recupero sotto la curva nel fondamentale scontro diretto con l'Udinese, destinato a rimanere una foto iconica della storia gialloblù. La speranza è quella di poterlo trattenere e di non doverlo sacrificare sull'altare delle plusvalenze.
DAWIDOWICZ 8: Dopo l'addio di Faraoni a gennaio il polacco ha ricevuto in eredità la fascia di capitano, saputa onorare nel migliore dei modi con prestazioni di lacrime, sudore e sangue in perfetto spirito Hellas. Stagione di prestazioni solide e costanti quella dell'ormai veterano classe 1995 che gli varranno probabilmente la convocazione per gli Europei.
MAGNANI 8,5: Al pari dei compagni di reparto l'ex Sampdoria e Sassuolo sembra ormai essersi calato al 100% nell'ambiente Hellas. Stagione da titolare quasi indiscutibile anche per via della coperta corta rimasta a gennaio nel pacchetto arretrato. Forse il migliore (ma si parla di inezie) tra i centrali per continuità di rendimento.
(HIEN) 6: Un elemento di livello superiore (come confermato dalla conquista dell'Europa League da titolare) ma sacrificato a metà stagione, vuoi per motivazioni economiche ma anche per un rendimento leggermente inferiore durante la prima parte dell'annata rispetto a quella precedente.
(AMIONE) 6: Solo sei mesi (di buon livello) in riva all'Adige per l'argentino, rientrato dal prestito dopo una stagione complicata ma da protagonista alla Sampdoria. Giusto incassare i milioni messicani del Santos Laguna ma è indubbio che in caso di permanenza sarebbe certamente risultato prezioso nelle rotazioni.
TCHATCHOUA 7: Arrivato come esterno alto ma trasformato in laterale difensivo da Baroni, campionato in crescendo quello disputato dal giocatore belga, ottimo in quanto a spinta sulla fascia, meno (ma anche fisiologicamente) in fase difensiva, che ha dovuto imparare strada facendo a curare maggiormente.
CENTONZE 6,5: Arrivato sul gong del mercato invernale da giocatore di esperienza anche internazionale, il francese ha saputo ritagliarsi il suo spazio nel girone di ritorno anche con qualche gettone dal 1' e con prestazioni prive di particolari sbavature sulla corsia di destra.
CABAL 8: "Dovrebbe credere in sè stesso almeno quanto io credo in lui", così Marco Baroni si era espresso riferendosi al colombiano che da centrale puro è stato dirottato sulla sinistra dopo i tanti addii invernali, divenendo pedina quasi imprescindibile dell'undici iniziale e affermandosi via via come vero e proprio "giocatore da Serie A".
VINAGRE 6,5: Si potrebbero copia-incollare le righe utilizzate per Centonze anche per il lusitano, arrivato a metà stagione e utilizzato da Baroni come vero e proprio jolly, sono infatti molti i suoi impieghi a gara in corso anche come esterno alto per sfruttare il suo estro e la sua corsa nei finali di gara con le squadre spesso spaccate.
(DOIG) 6: Come avvenuto nella passata stagione tante buone prestazioni per lo scozzese intervallate però da altrettanti lunghi periodi di inspiegabile silenzio. A gennaio la partenza in direzione Sassuolo con l'esperienza culminata con la retrocessione.
(FARAONI) 5,5: Gli anni passano per tutti e anche per il classe 1991 che con ormai quasi 33 primavere alle spalle non è riuscito a garantire più le instancabili scorribande sulla destra degli anni passati. A gennaio il prestito alla Fiorentina (con cui potrebbe anche alzare un trofeo europeo), e poi? Chi vivrà vedrà.
(TERRACCIANO) 7: Prima parte di stagione sopra le righe per il "canterano" classe 2003, poi un leggero calo che non gli ha però precluso il grande salto a gennaio nella Milano rossonera, dove il figlio d'arte dovrà cercare di mostrare le proprie capacità per dimostrare di essere all'altezza di quel tipo di palcoscenici.
DUDA 8: Stagione da protagonista assoluto quella dello slovacco, imprescindibile all'interno della mediana scaligera pur non senza qualche fisiologico passaggio a vuoto che fa però parte della crescita di un giocatore che il Verona dovrà cercare di trattenere ad ogni costo in estate.
SERDAR 8: Girone di andata insufficiente, girone di ritorno praticamente da 10 per l'ex Hertha Berlino, modellato da Baroni fino a diventare l'invalicabile diga davanti alla linea difensiva; e chi di dovere sembrerebbe già al lavoro per cercare di rivedere (al ribasso) le condizioni del riscatto.
FOLORUNSHO 8: Tra le sorprese più liete dell'intera Serie A, dopo la trafila tra B e C l'ex Napoli (dove è plausibile che faccia presto ritorno) si è consacrato tra i migliori centrocampisti del campionato, e per convincersi di questo basti vedere l'inserimento nei 30 pre-convocati di Spalletti per l'Europeo.
SUSLOV 8: Altro elemento di livello pescato da Sogliano nel florido mercato della massima serie olandese. L'ex Groningen si è preso fin da subito l'Hellas con le sue prestazioni tignose da motorino inesauribile, coronando una grande stagione con il goal del vantaggio nel decisivo match salvezza in casa della Salernitana.
DANI SILVA 6: Arrivato a gennaio e impiegato forse meno del dovuto ma il lusitano ha sempre fornito prestazioni convincenti. Giocatore da cui ripartire per costruire il centrocampo del futuro (immediato).
BELAHYANE S.V.
CHARLYS S.V.
(HONGLA) 6,5: Partenza a gennaio posticipata di sei mesi per un giocatore che sembrava essere tornato a Verona solo di passaggio in estate e finito per diventare invece un elemento di rilievo per la mediana nel corso del girone di andata.
BONAZZOLI 6,5: Il goal da tre punti all'esordio in casa dell'Empoli sembrava far presagire ad una stagione da protagonista per l'ex Salernitana finito poi invece a recitare un ruolo per lo più da comprimario nonostante i successivi acuti con Cagliari e Genoa. La sensazione è però quella che la sua esperienza a Verona sia terminata.
HENRY 6,5: Una stagione difficile da decifrare quella del francese, a segno tre volte nonostante i postumi del pesante infortunio si siano ripresentati ciclicamente nel corso della stagione. A gennaio era già volato (fisicamente) in Belgio con un trasferimento poi saltato per motivazioni ancora non ben precisate, ad oggi è più facile pensare ad una sua partenza che ad una permanenza.
SWIDERSKI 7: "Gaich 2", arrivo a gennaio per il polacco, come Gaich, due goal, come Gaich, uno da tre punti al Sassuolo, come Gaich, uno che avrebbe potuto significare salvezza al Bentegodi ma poi vanificato dal risultato finale, come Gaich. Sarà riscattato? Fosse anche qui come Gaich no, ma lui forse sì.
CRUZ S.V.:
NOSLIN 9: L'acquisto più impattante del mercato invernale. Cinque goal e quattro assist per l'ex fattorino di Subway arrivato dal Fortuna Sittard a compensazione del credito vantato per la precedente cessione agli olandesi di Ivor Pandur, con le reti messe a segno tutte contro le big. Dopo Ngonge il nuovo grande capolavoro di Sogliano.
LAZOVIC 8: Stagione di livello anche per un altro degli ultimi senatori rimasti in rosa. 26 presenze e 2 goal non sono poca cosa per il serbo che nonostante vada per i 34 anni potrebbe essersi guadagnato il rinnovo contrattuale almeno per un'altra stagione.
MITROVIC 6,5: Il nuovo che avanza. Arrivo nel mercato di riparazione (per il Verona meglio dire di smantellamento e ricostruzione) per l'esterno offensivo classe 2002, in grado di destare sempre buone impressioni quando in campo.
(NGONGE) 8,5: Prima metà di stagione di consacrazione assoluta in massima serie per "Cirillo" che, fosse rimasto, avrebbe largamente raggiunto la doppia cifra. Partenza dolorosa ma allo stesso probabilmente salvifica per la situazione finanziaria del club. La sua doppietta nello spareggio con lo Spezia resterà indelebile nella mente di tutti i tifosi gialloblù.
(DJURIC) 7,5: "Palla lunga su Djuric" questa la sintesi estremizzata del gioco dell'Hellas nella prima metà di stagione, con Baroni abile nel far mutare drasticamente la fisionomia della squadra dopo la partenza del serbo in direzione Monza. Ad ogni modo cinque goal in diciannove partite non si cancellano.
(MBOULA) 6: Al pari di Bonazzoli il goal agostano con l'Ascoli in Coppa Italia, oltre a quelli in pre-stagione, lasciavano presagire ad un campionato sugli scudi per il prodotto de "La Masia Barcelonista" , finito invece rapidamente ai margini delle rotazioni fino all'addio invernale per far ritorno in Spagna.
(SAPONARA) 5: Probabilmente la più grande delusione del mercato. Accolto favorevolmente dalla tifoseria per via del suo illustre curriculum l'ex Fiorentina si è rivelato il più classico degli (ex) giocatori di medio-alto livello ormai a fine corsa, bolsi e non più in grado di fare la differenza con le presenze in infermeria superiori a quelle in campo.
(KALLON) 5: Soltanto l'ostracismo del proprio agente ha fatto sì che la sua partenza fosse posticipata di sei mesi. Ormai ben lontano dal poter essere incluso nel progetto nonostante il ritorno in rosa a metà del girone di andata e una piuttosto indecifrabile presenza nella sciagurata trasferta di San Siro in versione nerazzurra, poi il prestito al Bari.
MARCO BARONI 8,5: Seconda salvezza consecutiva conquistata dal tecnico fiorentino, abile nel riconoscere sempre i propri errori e bravo ad approntare il proprio credo calcistico dopo la sconfitta di Genova rompendo con un modulo che era espressione di gestioni passate e ormai non più replicabili. La permanenza a Verona dipenderà solo dalla sua volontà.
SEAN SOGLIANO 10: Il voto più alto se lo merita lui, il direttore sportivo tornato a salvare il Verona da una situazione catastrofica la scorsa stagione e ripetutosi una seconda volta, posticipando a gennaio una rivoluzione forzata non certo per sue responsabilità. Ma basterebbe guardare i numeri, cessioni per più di 45 milioni a gennaio e salvezza conquistata con una giornata di anticipo, serve aggiungere altro?
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