Campionato di serie B 1981/1982, è la quarta giornata quando il Verona ospita al Bentegodi la Cremonese. A fianco di Mauro Gibellini in attacco Bagnoli schiera con la maglia numero 11 un ragazzo arrivato in estate della Fiorentina, dove è cresciuto e dove la scorsa stagione ha esordito in serie A segnando tre gol. È un talentino; rapido e sgusciante, l'area di rigore è il suo terreno di caccia. La sua prima rete in gialloblù l'ha messa ha segno a Cava dei Tirreni alla prima di campionato (sconfitta 1-2). Sotto di un gol dopo appena cinque minuti per una rete di Finardi, tocca proprio a lui rimettere le cose posto al quarto d’ora. Finisce 1-1. Il Verona vincerà quel campionato e getterà le basi per qualcosa di ben più importante. Sauro Fattori in riva all'Adige fu di passaggio, ma a suo modo lasciò il segno. Quell’anno collezionò 28 presenze (18 da titolare) segnando quattro gol. A distanza di anni è stato un piacere ritrovarlo e condividere con lui dei bei ricordi.
Un anno a Verona. Un anno importante nella storia dell’Hellas culminato con la promozione in serie A dopo un paio di stagioni buie. Da lì partì il ciclo che avrebbe tre anni dopo portato allo scudetto. Un suo ricordo di quell’esperienza. Si sente ancora con i suoi vecchi compagni?
Fu un annata fantastica. Ero un ragazzo di appena vent’anni, un giovane talento appena arrivato dalla Fiorentina, la squadra della mia città. A Verona trovai Lelj, Di Gennaro, Luciano Venturini, tutti ragazzi cresciuti come me in viola. Vincemmo il campionato al termine di una cavalcata trionfale. Quell’anno nacque il gruppo che avrebbe poi raggiunto un traguardo storico, irripetibile. Con la colonia viola del Verona ci sentiamo ancora: oltre al Dige e Luciano Venturini, ho amici come Gigi Sacchetti e Luciano Bruni che vennero una stagione più tardi, quando io ero già andato via
Che calcio era quello di Sauro Fattori?
Era un calcio più semplice e soprattutto senza social. Detto che in campo si va ancora undici contro undici, quelli erano anni in cui le piccole potevano vincere contro le superpotenze del calcio. Oggi è impensabile. Lo scudetto del Verona rimane qualcosa di unico e irripetibile. Non c'era il peso delle televisioni. La domenica era sacra. Oggi ci sono parite in continuazione e non ci si capisce più nulla
Davanti nelle gerarchie aveva una coppia come Penzo e Gibellini. Ma lei all’appello seppe sempre rispondere “Presente!”
Giocai parecchio, anche se in quell’anno svolgevo il servizio militare. Sottoposto a continui spostamenti per la leva, on fu affatto facile per me. Ricordo che a fine stagione ero stanco morto. Segnai qualche gol (4, ndr). Ero in comproprietà con la Fiorentina, che poi mi riportò a Firenze alle buste. Quindi mi girarono all’Avellino e da lì iniziai a girovagare per mezza Italia. Mi spiacque molto non poter rimanere a Verona.
Osvaldo Bagnoli: l’uomo…l’allenatore...
Schivo e taciturno. Bastavano però poche parole per intendersi. Tutto il resto era superfluo. Un grandissimo allenatore, un tecnico all’avanguardia. Un esempio? Tricella, il nostro libero, era il primo costruttore di gioco, in pratica un centrocampista aggiunto.
Venerdì arriva la Cremonese: fu proprio lei a firmare la rete del pareggio nella gara di andata al Bentegodi in quel campionato di B 1981/82. Se la ricorda quella partita?
Quell’anno feci quattro gol. Il secondo, dopo il primo a Cava dei Tirreni, lo misi a segno proprio contro la Cremonese. Sì, fu la rete del pareggio
Oggi segue il Verona? Che idea se n'è fatto?
È una squadra forte con una rosa molto competitiva. Ora attraversa un momento di difficoltà ma, anche se a 19, il campionato di B è lungo e può succedere di tutto. C’è tempo per recuperare. Verona è una piazza importante e ambiziosa che giustamente pretende. Io, tutto sommato rimarrei sereno perché ho fiducia in questa squadra
A Verona tiene banco la questione Pazzini...
Normale, quando di mezzo c'è un giocatore importante.
Lei ha vinto molto con la Fiorentina Women's. Che ci dice del pianeta donne nel calcio?
È calcio femminile, ma ho riportato uno scudetto a Firenze e vinto due coppe Italia. Una grande soddisfazione per un fiorentino come me. Ora siamo in Champions. Attualmente ricopro il ruolo di responsabile del settore giovanile della Fiorentina Women’s. In campionato affronteremo anche le ragazze del Verona
Cos’ha rappresentato Verona nella sua carriera?
Come le dicevo fu un anno stupendo. La società aveva lavorato molto bene sul mercato e aveva allestito senza spese folli una squadra molto forte. Ricordo i festeggiamenti per la promozione in Piazza Bra. Bellissimo. Fu un anno perfetto. Quando il Verona avrebbe poi vinto lo scudetto, c’ero anch’io a Bergamo, ma con la maglia dell’Atalanta. Posso dire di aver partecipato alla festa. Verona mi è rimasta nel cuore, una città meravigliosa. Ne conservo un gran bel ricordo.
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