Il recente esonero dal Cluj, il terzo in ordine di tempo, gli ha lasciato un pizzico di delusione senza tuttavia minimamente scalfire la sua infinita passione per il mestiere di allenatore e la sua voglia sempre viva di rimettersi subito in gioco. «Ero ritornato con grande voglia e determinazione – racconta l’ex allenatore gialloblù Andrea Mandorlinima purtroppo non c’erano le condizioni per poter fare bene il mio lavoro». Questa terza chiamata, peraltro, era sembrata un po’ anomala, dopo l’esonero di due anni prima. «L’attuale proprietario – confessa – è sempre lo stesso. Si è scusato per la volta precedente ma poi quando mi sono accorto che poco o nulla era cambiato nella gestione del club, come il fatto che mi sono trovato a lavorare con giocatori che non avevo chiesto, è finito tutto un’altra volta. Probabilmente è stato meglio così». Anche se sono passati alcuni anni, il Verona gli è rimasto dentro. «Mi spiace molto per la situazione di classifica dell’Hellas. Ho visto qualche partita e poi ho sempre diversi amici a Verona che mi tengono aggiornato». Lo sguardo si sposta inevitabilmente sulla delicatissima sfida salvezza di Marassi contro il Genoa, un campo che Mandorlini ha avuto modo di conoscere da vicino. «Ho allenato i rossoblù per poche settimane è posso dire che Marassi non è terreno facile per nessuno, un po’ come il Bentegodi, per capirsi. Il Verona quest’anno ha raccolto finora sicuramente meno punti di quelli che avrebbe meritato sul campo. I numeri – tiene a precisare – dicono tuttavia il contrario. Il campionato è ancora lungo – aggiunge – e la classifica è abbastanza corta. Basta veramente poco per invertire la tendenza. Sicuramente contro il Genoa diventa fondamentale ottenere un risultato positivo, anche perché il calendario poi non mi sembra particolarmente agevole. Un eventuale successo, peraltro, oltre che per la classifica, sarebbe di grande utilità per il morale di una squadra che in questo momento ha assoluto bisogno di ritrovare un minimo di fiducia in sè stessa. Rimango comunque fiducioso». In caso di risultato negativo, però, qualcuno potrebbe tornare a invocare l’esonero di Paolo Zanetti. «Difficile dirlo, sicuramente un risultato negativo potrebbe aprire nuovi scenari. Paolo lo conosco, è stato un mio giocatore quando ho allenato il Vicenza. Spero riesca a risollevare le sorti dell’Hellas. Poi, eventualmente c’è sempre il mercato di gennaio e in questo caso c’è Sean (Sogliano ndr) che conosce bene l'ambiente ed è sempre una garanzia. I risultati parlano per lui». In chiusura la domanda da un milione di dollari arriva quasi spontanea. Ma se Sogliano dovesse decidere di esonerare Zanetti e ti proponesse di tornare sulla panchina gialloblù? «A Verona tornerei a piedi, senza nemmeno pensarci un attimo». 

Sezione: Focus / Data: Sab 29 novembre 2025 alle 10:00
Autore: Enrico Brigi / Twitter: @enrico_brigi
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