La stagione di Serie A volge ormai al termine e il calciomercato inizia a incombere nella testa di tutti i club. Per quanto riguarda il Verona, aleggia la sensazione che la sessione estiva possa ripetersi sulla falsariga di quella passata. La scorsa estate hanno salutato, garantendo un importante tesoretto, i vari Kumbulla, Rrahmani e Amrabat e oggi, come ieri,  altri tre giocatori - Silvestri, Lovato e Zaccagni - sembrerebbero sul piede di partenza. Le plusvalenze si sa, nel calcio di oggi, in particolare ai tempi del Covid, soprattutto per i club della fascia borghese del campionato sono fondamentali. L'auspicio, però, è che la società possa compiere lo sforzo di resistere alle possibili offerte e trattenere almeno uno dei suoi gioielli, per dare un segnale di stabilità e lanciare anche un messaggio alle big del campionato. 

Il punto di partenza sarà costituito poi dai riscatti di Dimarco e Ilić, due giocatori rivelatisi fondamentali nello scacchiere gialloblù. Se per il primo serviranno 6,5 milioni per l'acquisizione a titolo definitivo per il secondo l'ultima parola spetterà al Manchester City di Guardiola (10 milioni il diritto di riscatto del Verona, 20 per il contro-riscatto dei "Citizens"). Per il Verona, comunque, indipendentemente dall'esito delle due trattative, si tratterà di una vittoria, tecnica in un caso ed economica nell'altro. Rimane poi da sistemare la questione Veloso, in scadenza di contratto a fine stagione, sul quale sembra già essersi fatto avanti Lotito, in ottica Salernitana oppure Lazio. La palla torna in mano a Tony D'Amico, premiato quest'anno come "Miglior Direttore Sportivo 2019/2020", bravo a scovare talenti semi-sconosciuti e altrettanto abile nelle operazioni di prestito come è successo con Pessina Verre nella stagione passata, e con Baràk, Magnani (entrambi in odore di riscatto) Ceccherini in quella attualmente in corso. 

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 31 marzo 2021 alle 10:00
Autore: Francesco Galvagni
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