La decisione del Consiglio Federale di tener conto degli eventuali contenziosi che dovessero insorgere per il periodo di sospensione delle attività (marzo/aprile). In buona sostanza, tenendo conto che per pagare lo stipendio di giugno le società avranno tempo sino al 16 ottobre, i calciatori si vedranno pagare un solo stipendio (maggio) mentre per marzo e aprile basterà aprire un contenzioso che passerà poi nelle mani del Collegio Arbitrale. Contro questa norma l'Assocalciatori ha subito manifestato il proprio dissenso. Il presidente Damiano Tommasi, parlando all'Ansa, ha così commentato «Il calcio chiede i soldi al Governo lamentando buchi, esige il saldo dei diritti televisivi perchè gioca, non paga i calciatori nel periodo di lockdown e poi dice che si va in campo con un solo mese di stipendio pagato su cinque. Non sembra di essere tutti sulla stessa barca ma l'opinione comune è che il calciatore in fondo non si può lamentare».

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 22 maggio 2020 alle 19:00 / Fonte: tuttomercatoweb
Autore: Enrico Brigi / Twitter: @enrico_brigi
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