Riccardo Prisciantelli, fino al 2010 direttore sportivo dell'Hellas Verona, oggi uscito dal mondo del calcio, ha concesso un'intervista a "La Gazzetta dello Sport", con la quale ha ripercorso le tappe dell'approdo di Jorginho in Italia: "Nel 2007 mi proposero dei prospetti sudamericani. Il club non aveva budget, ma uno ci impressionò. Era Jorginho, allora non potevano tesserarlo e non poteva nemmeno vivere in convitto, era quasi un infiltrato. Lo affidai a una comunità di preti per dargli un letto e un pasto caldo. Quando potevo gli passavo 20 o 50 euro, che lui spendeva tutti per sentire al telefono la mamma Maria Tereza. Non immagino le lacrime versate nelle notti in quella stanza buia e triste. So solo che non ha mollato. In campo lavora più di tutti, meriterebbe il pallone d'oro per quanto ha sofferto".

Sezione: Ex gialloblù / Data: Gio 10 giugno 2021 alle 20:00 / Fonte: La Gazzetta dello Sport
Autore: Francesco Galvagni
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