GdS - Quei buu a Kessie e Lukaku per il giudice non esistono

18.09.2019 09:00 di Stefano Bentivogli Twitter:    Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
GdS - Quei buu a Kessie e Lukaku per il giudice non esistono

Nessuna traccia dei fatti di Verona. E nessuna sanzione per quelli di Cagliari. In altre parole, gli episodi di razzismo in cui sono incorsi Kessie al Bentegodi domenica scorsa e Lukaku alla Sardegna Arena il primo settembre, sono filati via indenni. Nessuna conseguenza per insulti e buu discriminatori, nonostante la loro evidenza e portata (ma è proprio qui il punto focale). È questo il quadro che emerge dalle decisioni prese ieri dal giudice sportivo. Partiamo dall’episodio più recente, ovvero quello di Kessie in Verona-Milan. L’ivoriano del Milan lungo l’incontro è stato oggetto di ululati provenienti dalla curva gialloblù, in alcune occasioni – su un paio ci sono pochi dubbi–distinguibili piuttosto chiaramente dalle tribune. Come mai la vicenda non ha avuto seguito disciplinare? Il motivo è semplice: nessuno ha segnalato nulla (nemmeno il mondo social, come invece era avvenuto a Cagliari per Lukaku). Se il giudice sportivo non si è pronunciato è perché il referto arbitrale non conteneva niente (come sappiamo il direttore di gara, in caso di eventi simili, ha l’obbligo di attivare la procedura che può portare alla sospensione della partita), così come niente è stato segnalato dai collaboratori federali.Eovviamente il giudice può decidere e sanzionare solo sulla base di elementi concreti che gli arrivano sul tavolo. In pratica, ufficialmente quei buu non sono esistiti. Ed ecco spiegato anche il motivo per cui non è stato attivato un supplemento di indagine. La storia quindi si conclude così, con la comprensibile amarezza di Kessie –acui fu riservato lo stesso trattamento, con portata molto maggiore, lo scorso aprile in Milan-Lazio di Coppa Italia –, la solidarietà di molti colleghi e molti club, la presa di posizione del Verona che ha dichiarato sui propri canali social (e poi attraverso le parole del d.g. Barresi) di non aver sentito alcunché, e la condanna – piuttosto soft – del Milan contro «ogni forma di razzismo e discriminazione».