Il mister del Verona Alfredo Aglietti ha rilasciato le consuete dichiarazioni pre-partita alla vigilia della prima sfida dei playoff di B contro il Perugia.
"Un giudizio sull’esclusione del Palermo? Quest’anno per il campionato è stato un anno nefasto. Noi però siamo dentro. L’importante era giocare la prima in casa; ci siamo riusciti e quindi adesso dobbiamo essere assolutamente concentrati su quello che dobbiamo fare. E’ cambiato l’avversario nel giro di poco, però abbiamo avuto tempo di preparare la partita e secondo me l’abbiamo preparata nel migliore dei modi.
Dall’altra parte troviamo una squadra che sabato non è rientrata nei playoff e invece poi ci è entrata, sicché saranno sicuramente carichi e per loro questa sarà un’occasione in più.
Il Perugia è una squadra molto tecnica. Giocano un buon calcio, con calciatori di qualità, soprattutto davanti. Sono una squadra molto pericolosa, che cerca di giocare sempre palla a terra. Buttano poco via la palla, hanno un ottimo portiere e dietro sono organizzati bene, con un centrocampo tecnico.
Mi auguro che ci sia uno stadio importante, domani sera. Il pubblico si è fatto sentire sempre in maniera positiva, e questo secondo me è stato molto importante per la squadra. Anche dopo che siamo andati in svantaggio lo stadio ha spinto per darci una mano e cercare di recuperare la partita. Alla fine noi ci siamo riusciti e domani sarà la stessa cosa, perché sarà una partita difficile. Non dobbiamo fare calcoli, ma pensare chiaramente per fare la partita. Mi auguro un Bentegodi pieno, caldo.
Stiamo lavorando sempre e comunque per cercare di trovare qualche soluzione in più. “Qualche” perché è normale che, per plasmare la propria squadra, bisogna avere tempo. I ritiri iniziali sono importanti. Sto cercando di dare i miei concetti alla squadra, che comunque sta cercando di imprimerseli, al di là di quello che conosceva già. Il Verona viene riconosciuto per un certo tipo di gioco, avere un’arma o due in più può essere importante. Poche cose, però dobbiamo cercare di farle bene.
Pazzini-Di Carmine? E’ una cosa che va avanti dall’inizio dell’anno. Sono due giocatori forti ed è un vantaggio averli a disposizione. Samuel ha fatto bene contro il Foggia, il Pazzo ha recuperato. Dobbiamo assolutamente concentrarci sulla partita di domani, però superata quella di domani – ce l’auguriamo tutti – poi giochiamo ogni tre giorni. Questo potrebbe farmi propendere per la soluzione a una punta. L’idea di farli giocare insieme però non è assolutamente scartata. Quando hanno giocato insieme però sono stati più bravi durante la partita rispetto a quando l’hanno giocata dall’inizio.
Quali giocatori non saranno disponibili? Gli infortunati del lungo corso, come Di Gaudio, Ragusa e Crescenzi. Bianchetti si sta allenando, però non è al top della condizione. Domani è un dentro o fuori, quindi c’è bisogno di giocatori al 110% e, se uno sta anche al 95, bisogna tenerne conto. Andrà in campo solo chi mi darà garanzie al top. Almici è squalificato, poi Kumbulla ha un problemino, ma gli altri sono disponibili. Dawidowicz e Munari hanno avuto un problema durante la settimana, però hanno recuperato.
L’obiettivo della A è l’obiettivo di tutti. Nostro dei giocatori, della società, dello staff, ma allo stesso modo della città e della stampa. Quando si parla di gruppo, dev’essere inteso il blocco, per cercare di remare tutti dalla stessa parte.
Che corde ho toccato con i giocatori? Ho parlato principalmente alla squadra. Ho avuto anche dei colloqui individuali, ho cercato di sbloccarli mentalmente. L’aspetto importante è che siamo riusciti a rientrare dentro ai playoff. La partita contro il Foggia non era scontata.
Questa settimana ho visto la squadra mentalmente un po’ diversa. Detto questo, in 90 minuti può succedere di tutto. In ogni situazione dobbiamo essere sul pezzo perché l’episodio, domani come non mai, può essere determinante per il proseguo dei nostri playoff.
Domani si apre un altro campionato, perché partiamo tutti da zero. Sappiamo che ci sono squadre forti, importanti, ma allo stesso modo gli altri sanno che il Verona è una pretendente seria alla promozione. Ci conoscono, sanno il valore di questa squadra. Questo dev’essere un motivo di orgoglio, ma non dev’essere un motivo per tralasciare qualcosa perché si pensa di essere forti. Le cose ce le dobbiamo conquistare, non mollando mai fino alla fine. Sarà una squadra lunga, dura, difficile, in salita, ma va affrontata un passo alla volta. Il passo ora è quello di superare lo scoglio del Perugia. Non sarà affatto facile, perché a livello psicologico mi immagino come possano arrivare: dalla delusione all’entusiasmo per essere rientrati nei playoff.
Non dobbiamo fare nessun tipo di calcolo: noi dobbiamo giocare la partita e giocare per vincere. Poi, se alla fine sarà un pareggio che ci permetterà di andare avanti, andrà bene uguale, però non possiamo fare calcoli oggi. Sarebbe un errore imperdonabile. Dobbiamo lavorare sul presente, perché i calcoli poi alla fine non tornano mai."
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