In vista di Lazio-Verona abbiamo raccolto le impressioni di un doppio ex come Arcadio Spinozzi. L’indimenticato ex difensore gialloblù ha disputato con l’Hellas due stagioni ( 1977/78 e 1978/79 ndr ) prima di indossare per sei anni la maglia biancoceleste. In mezzo anche una stagione con la maglia rossoblù del Bologna nel campionato 1979/80.

Il Verona, una delle squadre attualmente più in forma, rende visita a una Lazio fermamente intenzionata a ottenere il successo pieno per ridurre a soli due punti il distacco dalla Juventus capolista.

«L’Hellas sta facendo un ottimo campionato. Anche domenica ha affrontato il Milan a viso aperto mettendolo più volte in difficoltà. La Lazio, con le 11 vittorie di fila, è diventata una delle principali antagoniste della Juventus per la vittoria finale. La partita di mercoledì sera,  tuttavia, è tutt’altro che un incontro dall’esito scontato perché i gialloblù hanno dimostrato di essere una formazione in grado di mettere in difficoltà chiunque. La Lazio, quindi, se vuole ottenere il successo pieno, deve rimanere attenta e concentrata.»

Questa Lazio può essere da scudetto?

«La squadra biancoceleste sta facendo un grande campionato. Dopo un avvio stentato ha imboccato un “filotto” di undici vittorie consecutive che gli ha permesso di avvicinare la testa della classifica. Rispetto ai bianconeri, la Lazio ha dalla sua di non avere altri impegni mentre la Juve, oltre al campionato, è ancora in corsa in competizioni come Coppa Italia e, soprattutto, Champions, partite che richiedono un ulteriore sforzo sotto il profilo non solo fisico ma anche mentale. Tutto è, quindi, possibile. Vedremo.»

Cosa ti piace di più del Verona?

«L’Hellas di quest’anno ha dimostrato di possedere grandi doti atletiche e di concentrazione. I gialloblù sono, inoltre, una squadra molto ben organizzata sotto il profilo tattico con alcune ottime individualità. Sono in grado di mettere in difficoltà qualsiasi avversario. »

n questa sessione di mercato, Rrhamani e Amrabat, hanno già firmato rispettivamente per Napoli e Fiorentina, dove andranno al termine della stagione. Per te, che sei stato anche giocatore, questo può influire sul loro rendimento futuro?

«Dipende dal carattere di ciascuno. Io credo di no, perché parliamo comunque di professionisti. Per esempio io non volevo mai perdere, nemmeno in allenamento o addirittura a briscola. Se è presente questo atteggiamento, non vedo pericoli in tal senso.»

A Roma sei stato sei anni e sulla tua esperienza hai scritto anche un libro (Una Vita da Lazio ndr). Cosa significano per te i colori biancocelesti?

«Nella capitale ho trascorso sei anni estremamente intensi, dove è successo veramente di tutto e dove ho vissuto sentimenti di forte tormento alternati a momenti di grande gioia. Durante alcune contestazioni della tifoseria verso certe situazioni/scelte societarie mi sono sempre messo dalla parte dei tifosi. Una scelta che se da un lato mi ha fatto guadagnare il loro grande affetto, che resiste ancora oggi, dall’altro mi ha comunque creato qualche difficoltà.»

Un fermo immagine della tua avventura in gialloblù.

« Verona è una città meravigliosa di cui conservo moltissimi ricordi. Per me che arrivavo da San Benedetto del Tronto, si è trattato di un grande cambiamento. In gialloblù, inoltre, ho esordito in serie A. Un ricordo particolare lo dedico a Saverio Garonzi, personaggio istrionico ma gran presidente. L’ho citato anche nel mio libro rimembrando i momenti nei quali si discuteva l’ingaggio. Si parlava con lui di soldi – il primo anno abbandonai addirittura per qualche giorno il ritiro precampionato perché non intendeva assecondare alcuna mia richiesta, racconta – e lui “tirava la corda” in maniera incredibile. A tal proposito colgo l’occasione per ringraziare l’amico giornalista Gianluca Tavellin, che mi ha tradotto in dialetto veronese alcune sue tipiche espressioni come “Quanti schei vuto?” oppure “Ci sito, Pelè?”. Un calcio veramente d'altri tempi. Parlandone, tuttavia, mi fai rivivere ricordi bellissimi e indelebili. Verona rimane sempre nel mio cuore.»

Domanda finale, quasi scontata, alla quale è sempre difficile rispondere. Un pronostico?

«In questa situazione, mi vien da dire, i tre punti servono, forse, più alla Lazio che al Verona. Fare un pronostico o addirittura decidere per chi fare il tifo mi diventa molto difficile. Se si potesse, le farei vincere entrambe.»

Sezione: Esclusive TuttoHellasVerona / Data: Mar 04 febbraio 2020 alle 16:00
Autore: Enrico Brigi / Twitter: @enrico_brigi
Vedi letture
Print