L'Arena: "Si cambia marcia o si torna in B"

Partenza da dimenticare per gli uomini di Pecchia sempre al penultimo posto. Da record l’avvio del team di Mandorlini tre anni fa
08.11.2017 09:00 di Ilaria Lauria  articolo letto 237 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Arena: "Si cambia marcia o si torna in B"

L’equazione non sbaglia. Andando così piano si va dritti in Serie B. Lo dice la storia degli ultimi 30 anni, andando a confrontare i punti del Verona nel massimo campionato dopo le prime 12 giornate. Ovviamente per gli anni precedenti al 1994-1995 quando ancora venivano assegnate due punti a vittoria il conteggio è stato fatto calcolando tre lunghezze per ogni successo. Una volta l’Hellas riuscì addirittura a fare peggio di oggi: era il 1989-1990, l’era di Osvaldo Bagnoli si trascinava verso la fine e Fanna e compagni partirono malissimo, con quattro sconfitte nelle quattro giornate iniziali e nessuna vittoria nei primi 12 turni e soltanto quattro pareggi. Qualche punto in più arrivò nella seconda parte, ma senza essere sufficiente per la salvezza chiudendo in terzultima posizione.

COME OGGI
Soltanto in un’occasione i gialloblù avevano raggiunto lo stesso risultato di oggi, nell’ultimo anno di A 2015-2016, con Andrea Mandorlini in panchina e con soli sei pareggi senza mai vincere. Gli uomini di Pecchia sono riusciti a conquistare una volta i tre punti contro il fanalino di coda Benevento, con i pareggi di Crotone e Torino e al Bentegodi contro la Samp. Mettendo insieme sei punti, troppo pochi per sperare nella salvezza se la media non dovesse cambiare. Un punto in più nel 1996-1997, con Luigi Cagni in panchina e solo sette punti conquistati nei primi 12 turni, frutto di quattro pareggi e dell’unica vittoria contro la Roma al Bentegodi. Nessun cambio di marcia nel resto della stagione, conclusa con un penultimo posto davanti solo alla Reggiana che rispedì i gialloblù tra i cadetti.

PRANDELLI SALVO
Con 11 punti invece l’Hellas riuscì a salvarsi in due occasioni: nel 1999-2000 il Verona guidato da Prandelli e appena tornato in A mise insieme due pareggi e tre vittorie contro Lecce, Perugia e Cagliari, continuando poi a galleggiare nella zona centrale della classifica fino al termine dell’annata conclusa in nona posizione. Nel 1988-1989 il Verona chiudeva il primo periodo di 12 giornate con due vittorie e cinque pareggi, che con la regola dei tre punti oggi varrebbero 11 punti: bastarono agli uomini di Bagnoli per raggiungere la dodicesima posizione e soprattutto la salvezza

TROPPO POCHI
Erano state quattro le vittorie, con due pareggi, del Verona targato Fascetti nel 1991-1992, ma non bastarono per salvare la truppa gialloblù poi affidata a Liedholm e Corso. Il conteggio confrontato con la regola dei tre punti porterebbe il totale a 14, che bastarono invece tre anni fa nel 2014-2015, nel secondo campionato di A con Mandorlini grazie a tre vittorie e cinque pareggi. Ne furono sufficienti 12 invece nell’annata storica del 2000-2001, conclusa con lo spareggio di Reggio Calabria e la salvezza, dopo un inizio di torneo da parte dell’Hellas affidato ad Attilio Perotti da 12 punti frutto di due successi e sei pareggi.

DRAMMATICO FINALE
Salvezza raggiunta con molta più tranquillità nella stagione 1987-1988 dopo i 14 punti dei 12 turni iniziali, mentre nonostante addirittura i 16 punti messi insieme dai gialloblù di Alberto Malesani nel 2001-2002, l’annata si concluse con il drammatico epilogo di Piacenza e la retrocessione. Partenza senza confronto nel 2013-2014, al primo anno del ritorno in A con mister Mandorlini in panchina, capace di di raccogliere ben 22 punti in 12 giornate con addirittura sette vittorie. Numeri lontanissimi da quelli di oggi, numeri da salvezza. O da retrocessione