L'Arena, Pecchia: "Ci crediamo ancora. Bisogna restare uniti"

 di Ilaria Lauria  articolo letto 95 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Arena, Pecchia: "Ci crediamo ancora. Bisogna restare uniti"

È ancora in trance agonistica mister Pecchia quando esce dalla stanza dedicata alla pay tv, sotto al Luigi Ferraris, a due passi dal garage. Un saluto veloce con stretta di mano incorporata e la delusione dipinta sul suo volto. «Andiamo?» dice il tecnico al responsabile della comunicazione gialloblù Matteo Viscione. Ed eccolo sul tavolo dove poco prima Giampaolo aveva speso parole al miele per lui. «Contraccambio ma sono ancora arrabbiato perchè dovevamo gestire meglio la palla in certi momenti». L'indice puntato dell'allenatore laziale è verso quell'ultimo tocco dei suoi ragazzi quando bisognava innescare Kean o Matos oppure Petkovic. «Che volete che vi dica» racconta il mister, «dobbiamo ringraziare Nicolas che ci ha tenuto in partita. Troppo forte la Samp, lo sapevamo. Bene per me anche Fares, che ha fatto un partita di grande quantità e qualità e pure Vukovic che lamenta ancora qualche problema di inserimento, più che altro fisico. Lui ci darà una grande mano. Sono arrabbiato perchè se è vero che loro hanno meritato la vittoria è anche vero che il primo tempo l'avevamo chiuso sul punteggio di 0 a 0. È chiaro che in questi campi devi essere anche un po' fortunato, altrimenti è dura». Fabio Pecchia sembra un disco rotto. «Questa gara è un passo indietro rispetto alle prove contro Fiorentina e Roma. Abbiamo sofferto fin dall'inizio la spinta della Samp, provando a fare una buona fase difensiva ma dovevamo essere più spigliati durante il possesso palla. Abbiamo avuto diverse situazioni in cui avremmo dovuto creare qualche pericolo in più alla difesa avversaria, non ci siamo riusciti. Anche nel secondo tempo si sono create diverse azioni da sfruttare meglio. Adesso ripartiamo dalla prossima, pensando a lavorare, insistere e continuare a credere nella possibilità di raggiungere il nostro obiettivo». Come un integralista l'allenatore ripete le sue convinzioni in tema di salvezza e sembra non voler guardare la realtà. Con il punto ottenuto con l'Atalanta, di fatto, il Crotone è a più sei sul Verona. Già perchè se la classifica dice che i punti di distacco sono cinque, lo scontro diretto porta il tutto in automatico a sei. «Pensiamo a noi stessi, provando a raccogliere punti in casa e fuori, a prescindere dal valore degli avversari» continua il mister «senza fare punti è chiaramente difficile uscirne, dobbiamo pensare a questo, sapevamo sarebbe stata una stagione dura e che potremo raggiungere la salvezza solo stando tutti uniti». Prima di andarsene il tecnico, ancora talmente concentrato risponde così ad un collega di Genova che gli chiedeva della Sampdoria. «Loro hanno meritato, però ci sono state delle situazioni che noi avremmo dovuto gestire diversamente, un po' com'era capitato a Firenze. Alla squadra di Giampaolo avevamo concesso volutamente il palleggio per poi ripartire. Purtroppo non siamo mai stati puliti nel nostro contropiede. Pensavo che la squadra potesse reagire meglio. L'uno a zero ha liberato la Samp e per noi è stata più dura». Petkovic in ombra come del resto un po' tutti i nuovi arrivati a parte Vukovic. «Bruno è un giocatore che ha qualità per poter lavorare il pallone e far viaggiare gli altri, ripeto, com'era successo con la Fiorentina. Lui doveva agire fra le linee e non c'è riuscito spesso ma non dipendeva da lui soltanto ma da tutto il nostro contesto». Alla fine Pecchia individua il problema. «Dietro non abbiamo fatto male e l'impegno non è mancato» , conclude il tecnico, «però se vogliamo salvarci e noi tutti ci crediamo. Dobbiamo avere un'altra personalità soprattutto nell'offendere».