L'Arena, Pecchia: "C'è un clima sbagliato, sostenete il mio Hellas"

 di Giorgia Segala  articolo letto 437 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Arena, Pecchia: "C'è un clima sbagliato, sostenete il mio Hellas"

«Vogliamo racchiudere tutta la stagione e più in queste due settimane di silenzio?». Fabio Pecchia esordisce così in sala stampa a Peschiera. «Brutta sconfitta,senza scuse col Crotone», prosegue il mister, «ed una bella, anzi bellissima soddisfazione e reazione a Firenze. Poi con la Roma si è fatta la partita che si doveva fare, perdendo una gara che si poteva anche pareggiare».

Pecchia tradisce un po’ di tensione nelle parole ed è normale vista la contestazione ed il clima che si è creato e non solo per i mancati risultati.

«Per me questa è una grande esperienza, un grande palestra di vita e professionale», rivela Pecchia, «sono 18 mesi che sto qui e c’è grande pressione più che altro sui risultati. L’obiettivo era quella di valorizzare dei giocatori e tornare in serie A. Ci siamo riusciti. Ci troviamo sotto critica fin dalla seconda giornata a Crotone, il sottoscritto e il diesse. Io la prendo come una sfida professionale ma non ha sfidare i tifosi, ci mancherebbe, è una sfida per me stesso e per i miei giocatori, perchè cercare di ottenere i risultati in un ambiente ostile è stimolante. Chiaro che per raggiungere l’obiettivo avremmo bisogno di altre cose, di serenità ad esempio. Se continua in questo modo si va sempre controvento. Potevamo avere tre o quattro punti in più, certo. Però non mi si dica che dovevamo averne venti in più. Mi dispiace che dopo un 4 a 1 in casa della Fiorentina, pare che siamo una squadra di scappati di casa o disperati, come la volete chiamare voi, quando la domenica successiva al Bentegodi il pubblico invita tutti a tirare fuori gli attributi. Abbiamo bisogno del pubblico. Dobbiamo creare un blocco unico con la piazza, con i tifosi. Ci aiuterebbe molto».

 

IL MERCATO. «È stata fatta una squadra più equilibrata con gente che ha voglia di fare. Non ci manca un mediano perché noi ora abbiamo cambiato il modo di giocare. Ho quattro giocatori per due posti. Parlando con la società abbiamo deciso di far crescere i giovani e facendo crescere i ragazzi si può rischiare qualcosa in più».

Se ne sono andati Pazzini, Bessa e Bruno Zuculini. «Un bel ricordo di tutti e tre, perché con loro abbiamo conquistato la serie A, in modo diretta. Il Pazzo ha fatto quello che sa fare al Levante, ovvero il gol. Mi dispiace che con noi non ci sia riuscito negli ultimi mesi, mentre Bessa non si sentiva più di restare con noi, voleva cambiare aria. Per Zuculini infine è arrivata questa grande chance per lui e per il nostro club. Giusto farlo partire».

Pecchia dimostra di avere partecipato anche al cambiamento della squadra a gennaio. Un rinnegare un primo progetto di palla a terra e giocatori tecnici per cercare gente forte fisicamente ed in grado di ripartire. A Marassi contro una grande Samp - una delle sorprese della prima parte del torneo - questo potrebbe essere l’atteggiamento giusto.

 

UN GRUPPO COMPATTO. «Il nostro lavoro deve permettere ai giocatori di esprimersi al meglio, aiutando i più giovani a crescere e maturare. I nuovi arrivati si stanno inserendo bene, Vukovic ha la personalità e l'esperienza del leader, Aarons è in un contesto nuovo ma è in ottime condizioni fisiche, mentre Matos e Petkovic sono in Italia da tempo. La squadra è equilibrata, hanno tutti una gran voglia di giocare con questa maglia e di dare il proprio contributo. Il gruppo è unito, tutto ciò che faccio è in funzione dei miei giocatori, ogni scelta è indirizzata a stimolarli e a farli rendere al meglio».

 

IN CASA DELLA SAMP. «La mia squadra deve affrontare qualunque avversario senza fare calcoli. La classifica conta, ma l'aspetto psicologico deve andare oltre, dobbiamo essere lucidi e convinti di potercela giocare. La loro è una squadra forte, con valori tecnici molto chiari, ma noi dobbiamo pensare a preparare bene la partita, a come la dovremo affrontare. Sono tutti a disposizione, tranne Cerci, Ferrari e Zaccagni che non saranno della partita».

 

L’UNDICI DI PARTENZA. Difficile ipotizzare l’undici di partenza. C’è da sostituire l’indisponibile Ferrari. Un ragazzo coraggioso che ha giocato spesso infiltrato a causa di alcuni grossi traumi ad un piede, sempre lo stesso. Fermo lui e naturalmente Cerci che potrebbe tornare col Torino. Ritorna Kean e sarà al suo posto. In campo andranno Nicolas tra i pali, la linea difensiva da destra a sinistra sarà formata da Heurtaux, Caracciolo, Vukovic e Fares. I quattro in mediana saranno Romulo, Valoti, Buchel e Matos, mentre Petkovic agirà alle spalle di Kean. Sarà di fatto un 4-4-1-1.