L'Arena, Matos prova a spingere l’Hellas: "Ora tutti dobbiamo dare di più"

 di Ilaria Lauria  articolo letto 117 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Arena, Matos prova a spingere l’Hellas: "Ora tutti dobbiamo dare di più"

Ryder Matos è arrivato a Verona per cercare un rilancio personale dopo gli anni in chiaroscuro di Udine. Ha scelto l’Hellas, puntando tutto sul gialloblù per ripartire così come vorrebbe fare anche la squadra di Setti. «Ho rifiutato proposte da altri club di Serie A e ho detto no pure ai giapponesi del Sagan Tosu allenati da Massimo Ficcadenti», spiega dopo la sconfitta di Genova per far capire quanto creda ancora alle chances di salvezza della sua nuova squadra. «Non vedo l’ora di fare gol, di sbloccarmi ed aiutare finalmente i miei compagni. Sto lavorando tanto per questo. Contro la Samp non siamo riusciti a fare quello che eravamo stati in grado di mettere in campo a Firenze, ma chi veste questa maglia crede alla possibilità di restare in A. È questo l’obiettivo più importante, al di là delle soddisfazioni personali». Avrebbe pagato di tasca sua Matos per essere in posizione regolare e magari mettere il pallone alle spalle di Viviano anziché colpire il palo quando ancora non tutto era perduto al Ferraris. L’attacco dell’Hellas, però, ha creato troppo poco e per la seconda gara consecutiva Ryder e compagni non sono andati in rete. «Secondo me non vale la pena cercare un colpevole a tutti costi», si difende il brasiliano. «Dobbiamo fare di più tutti, dal portiere a chi entra in campo durante la gara». Poche settimane in gialloblù per lui, «ma ho già capito che i ragazzi sono di valore», prosegue. «C’è qualità nella rosa, credetemi. È vero, veniamo da un momento particolarmente difficile. Subire non ci aiuta ed è facile abbattersi, ma ci crediamo. Tutti». Prova a dare una sferzata di ottimismo che, numeri alla mano,in pochi osano ancora avere. Matos, però, ha subito sulla sua pelle la contestazione, i ritiri, il silenzio stampa e tutta la negatività che circonda da tempo l’ambiente. «Non sono state settimane facili, chiaro. Il Verona ha una grande tifoseria, è normale che quando la squadra non raggiunge gli obiettivi possa esserci qualche polemica», sdrammatizza il brasiliano. «Lo sapevo quando ho scelto di venire qui. Cercheremo di uscirne fuori». Una negatività che, a detta di mister, ds e presidente, si respira anche all’interno del Bentegodi. Un clima di diffidenza che i giocatori devono saper affrontare. «Pressione in casa? È normale», fa spallucce Ryder. «Siamo tutti incazzati, ci mancherebbe. Bisognerebbe, invece, cercare di stare sereni per arrivare alla partita nel modo migliore e cercare di vincere. Dobbiamo fare punti, a tutti i costi». La domanda, però, è d’obbligo: c’è ancora tempo per farli questi benedetti punti? «Il calendario è difficile, lo so bene», risponde. «Ma pure a Firenze sembrava impossibile portare a casa il bottino pieno. Le partite vanno giocate, inutile fare calcoli o pronostici. A volte va bene, a volte gira male. Certo, non possiamo più permetterci errori. Capisco che i tifosi si aspettavano continuità dopo il successo del Franchi, ma la Roma è una grande squadra e pure la Samp è formazione di alto livello». Dietro la punta, a destra ed anche a sinistra. Matos è il Jolly offensivo di Pecchia. Se non gira lui, difficilmente gira l’attacco. «Per me non c’è problema. Posso giocare largo o in mezzo, l’importante è vincere e segnare». Quasi un’ossessione, quella del gol. Com’è naturale che sia per un attaccante che è in astinenza dai tempi di Carpi. E, allora, poco importa se all’Olimpico ci saranno difensori di livello da affrontare ed un’altra squadra che viaggia a gonfie vele a contendere punti all’Hellas. «Farò di tutto per metterla dentro a Roma», assicura il brasiliano. «Sarebbe un sogno esultare contro la Lazio».