L'Arena, le pagelle del Verona: principe Caracciolo, sorpresa Felicioli

11.03.2018 14:30 di Giorgia Segala  articolo letto 197 volte
© foto di www.imagephotoagency.it
L'Arena, le pagelle del Verona: principe Caracciolo, sorpresa Felicioli

6,5 NICOLAS - Il portiere del Verona è decisivo nel primo tempo quando chiude lo specchio della porta a Castro. Una parata sola, però determinante. Una sbavatura con i piedi ma poi tanta attenzione a sbrogliare qualche situazione pericolosa davanti alla sua porta. Nel finale si fa apprezzare per un paio di uscite.

7 FERRARI - Un giocatore che il “traghettore” dell'Italia Di Biagio o il prossimo Ct farebbero bene a tenere in forte considerazione. Fisico, tecnica e posizione. Il suo derby è un mix di tutte queste cose. Dalla sua parte non si passa. Nel primo tempo da una sua imbucata l'Hellas è andato perfino vicino al gol.

7 CARACCIOLO - È capitano per l'assenza di Romulo. I gradi li porta con disinvoltura. Quella stessa disinvoltura che gli consente di sparacchiare in alto palloni alla «Viva il Parroco» oppure di disegnare traiettorie splendide come in occasione del gol. Il suo sinistro, al settimo del secondo tempo, castiga Sorrentino e regala al Verona il successo nel derby e tre punti di grande, grandissima speranza.

6,5 VUKOVIC - Il serbo è come l'arbitro bravo. Si nasconde, non emerge con inutili protagonismi e fa filare tutto liscio. Ebbene, «Jagos il terribile» svetta là dietro dove arrivano i vari Inglese, Dainelli, Cacciatore e tutte le bocche da fuoco del Chievo. Indispensabile.

6,5 FARES - Si limita anche perché davanti Pecchia gli mette un signor tappo come Felicioli. Appena può libera la gamba eva, ma la sua, come del resto quella del Verona, è una partita di sacrificio. L'algerino continua a crescere. Ormai è una colonna del Verona.

6,5 BUCHEL - Prova subito ad impensierire da lontano Sorrentino che deve metterci i pugni. È il vero geometra del centrocampo gialloblù. Quando può prova a superare i più quotati avversari anche con il fisico. La sua è una serata da incorniciare. Avesse potuto sganciarsi maggiormente,forse, il suo voto sarebbe stato più elevato.

6,5 CALVANO - Il ragazzotto esce nel finale e riceve una dose d'applausi degna di una superstar. Che dire, se non che è stata la sua partita. Gambe, cuore e tanto sacrificio. E pensare che era partito con un esterno destro sofisticato alla Di Bartolomei, senza però il risultato del grande «DiBa». Faccia le cose semplici signor Calvano che lei è già utilissimo così a questo Verona... S.V. FOSSATI 

7 FELICIOLI - Mister Pecchia fra necessità e intuizione lo manda in campo dal primo minuto. È signore assoluto sulla sinistra davanti a Fares. Di Cacciatore nemmeno l’ombra. Il terzino del Chievo, nel finale, subisce addirittura un tunnel dall’ex milanista. Ma che sorpresa, questo Felicioli. S.V. AARON 

7 VERDE - A noi la scatola magica del Verona è piaciuta, piaciuta assai, come dicono dalle sue parti. Ha numeri e gambe. Quello lo si sapeva. Contro il Chievo però ha avuto una tenuta mentale degna di un grande giocatore. La sua rasoiata per Caracciolo è stata un'invenzione straordinaria. Lotta senza mai fermarsi, davvero bravo. 6,5 ZUCULINI - Entra ed è come fosse il generale Patton. La sua sola vista, allo sbarco in campo, rinfranca l'umore della truppa. Contro i cannoni del Chievo non fa una piega ed anzi guida i compagni al contrattacco. Se la collina del derby viene conquistata, è per merito anche del generale Franco Zuculini.

6,5.MATOS - Il brasiliano litiga questa volta con gli avversari e non con il pallone. Sbaglia nel primo tempo per eccesso di altruismo. Invece di battere a rete dal limite dell’area dopo un’azione personale, cerca l'imbucata laterale per Petkovic. È l’unico errore.

7 PETKOVIC - L'Ibrahimovic dei poveri azzecca il derby. Porta a spasso il giovane Bani e spesso supera in dribbling due avversari. È il vero punto di riferimento per il Verona là davanti. Non molla un centimetro anche quando viene toccato duro e di testa si fa rispettare. Molto positivo il suo derby.

7,5 PECCHIA - Come un’esperta massaia trasforma quello che è rimasto nel frigo, in una cena da leccarsi i baffi. Da tempo, pur cercando sempre il palleggio, ha rinnegato il gioco corto coniato da Viciani più che il tikitaka. Adesso la squadra è corta, compatta e pronta a ripartire per far male magari sfruttando anche qualche bel lancio da dietro. C’è poco da fare in Italia e non solo, quando giochi così anche gli dèi del calcio ti benedicono e ti sorridono. Per completare l’opera servono ancora 4 vittorie. Pecchia ed i suoi lo sanno.