L'Arena: "È un tenero Hellas, due schiaffi anche a Bologna"

Prova incolore dei giocatori di Pecchia che al Dall’Ara restano prigionieri della paura e pungono a salve: felsinei avanti con Verdi, chiude Nagy nel recupero
16.04.2018 10:30 di Giorgia Segala  articolo letto 74 volte
© foto di Federico Gaetano
L'Arena: "È un tenero Hellas, due schiaffi anche a Bologna"

Un altro passaggio a vuoto. Uno schiaffo in faccia a tutti quelli che ci credono ancora. Ti aspetti la prova d’orgoglio dopo la vittoria con il Cagliari e, invece, l’Hellas regala una prestazione scialba, incolore, arrendevole.

Il Bologna non è il Benevento, questo è vero, ha grandi talenti soprattutto in avanti e mister Donadoni non è certo l’ultimo arrivato ma quello che sconvolge ancora una volta  - riporta l'edizione odierna de L'Arena - è l’atteggiamento di una squadra che lascia la grinta e la determinazione negli spogliatoi e porta in campo solo paure e incertezze. Palacio e compagni ne approfittano, segnano due gol in scioltezza e strappano tre punti senza soffrire più di tanto.

Non era una trasferta facile, per carità, anche perchè Pecchia deve fare i conti con gli infortunati, non solo Kean ma anche Calvano, Buchel, Verde e Bianchetti, che aveva fatto molto bene con il Cagliari. Nella tradizionale difesa a quattro si rivede Felicioli a sinistra, con Caracciolo e Vukovic in mezzo, Ferrari torna a destra. In cabina di regia Fossati con Romulo da una parte e Valoti dall’altra, Fares riparte da centravanti, sulle corsie esterne Cerci e Aarons che viene riconfermato nonostante la prestazione negativa con il Cagliari.

Tira una brutta aria in casa del Bologna, dopo la sconfitta di Crotone, e mister Donadoni mette in campo una squadra molto affidabile con un 4-3-3 equilibrato, in avanti Verdi e Palacio giostrano alle spalle di Destro. Si capisce subito che c’è qualcosa che non va, soprattutto in mezzo al campo dove Pulgar, Dzemaili e Poli fanno quello che vogliono.

Geometrie precise, buona organizzazione di gioco, la manovra offensiva si sviluppa con semplicità, il Verona non sa mettere un freno e i padroni di casa vanno vicini alla rete del vantaggio prima con Masina poi con Destro, Nicolas para a terra.

Quando sta calando la pressione dei rossoblù e l’Hellas mette in naso fuori dalla propria area di rigore, arriva l’uno a zero del Bologna. I gialloblù perdono ancora una palla a centrocampo, palla per Verdi che cerca varchi all’esterno del calcio di rigore, entrata sconsiderata di Fares che lo travolge, Abisso concede un calcio di punizione dal limite.

Verdi è una specialista, c’è un muro di uomini davanti a Nicolas – alcuni rossoblù si mettono a fianco dei giocatori del Bologna per togliere la vista al portiere avversario – così il fantasista rossoblù fa partire un bel tiro che coglie impreparato il portiere del Verona, immobile in mezzo alla porta. Vantaggio meritato per i rossoblù che nella fase finale del primo tempo controllano la gara e devono guardarsi soprattutto da Cerci che può fare male con la sua classe e le sue accelerazioni.

Nella ripresa ti aspetti qualche sostituzione tra i gialloblù – soprattutto Aarons presenza impalpabile in campo – invece Pecchia non cambia nulla e si rivedono i soliti undici che si adeguano alla situazione senza alzare i ritmi. Ci mette del suo anche l’allenatore che prima toglie Cerci e poi Romulo, non saranno due fenomeni ma in un momento così difficile tutti devono dare una mano, soprattutto i giocatori che hanno più esperienza e tanta qualità.

Un paio di lampi all’inizio del secondo tempo ma senza lasciare il segno e il Bologna tira un sospiro di sollievo. I rossoblù non brillano, regna la confusione in campo e anche mister Pecchia ci mette del suo quando manda un campo Petkovic per dare più peso all’attacco e, invece, di togliere un giocatore impalpabile come Aarons richiama in panchina Alessio Cerci che esce dal terreno di gioco quasi incredulo e chiede spiegazioni al suo allenatore. Chissà che cosa si saranno detti? Resta il fatto che non cambia il risultato, anzi, proprio il Bologna va ancora vicino al gol con Verdi.

Il Verona resta in avanti ma non punge, fuori Romulo, dentro Lee. Il ragazzino spinge subito sull’acceleratore, si capisce che basterebbe poco per mandare in tilt il dispositivo difensivo di Helander e compagni ma lui è troppo isolato e solo una conclusione dalla distanza di Fares mette paura a Mirante.

Troppo poco per acciuffare il pareggio anche perché, in pieno recupero, arriva il raddoppio del Bologna. Botta di destro, ribatte Nicolas, la palla finisce a Nagy che fulmina il portiere gialloblù. Notte fonda al Dall’Ara.