L'Arena: "Donati, un addio forzato all’Hamilton"

VITA DA EX. Il centrocampista arrivato in riva all’Adige con Mandorlini in Serie A è stato costretto a lasciare la società
15.02.2018 12:00 di Camilla Dalloco  articolo letto 293 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Matteo Bursi
L'Arena: "Donati, un addio forzato all’Hamilton"

Ha rescisso per amore del suo club. Massimo Donati non è più un giocatore dell’Hamilton, ma non per volontà sua. Una frode subita tre mesi fa, con la perdita di un milione di sterline, ha messo in ginocchio la società. Costretta a cedere i giocatori migliori nel mercato di gennaio e a chiedere ad altri fedelissimi, seppur a malincuore, di potersi sgravare da quegli ingaggi. Donati ha detto sì, abbandonando di fatto la sua seconda casa scozzese dopo il Celtic. La sua seconda famiglia. Lasciando l’Hamilton, ora penultimo in Premiership davanti solo al Ross County, ma anche le formazioni giovanili che aveva iniziato ad allenare anticipando la sua seconda vita nel mondo del pallone. In panchina, a mettere a frutto gli insegnamenti dei maestri Ancelotti, Terim, Prandelli, Ventura, Gasperini, Ulivieri, Malesani e Mandorlini. Ora sul mercato Donati, fino al 31 marzo tesserabile in Scozia da svincolato. Deciso a restare in campo almeno fino a maggio, prima di cominciare la carriera da tecnico. A quasi 37 anni la voglia è quella di sempre.

«Mi piacerebbe continuare, almeno fino alla fine della stagione, altrimenti aspetterò quest’estate. Vorrei trovare una prima squadra in Scozia, ma sono pronto a prendere in considerazione anche altre proposte», racconta Donati, rinforzo preziosissimo per l’Hellas di Mandorlini nel primo anno di A dopo Palermo e prima di tornare al Bari, ultima tappa italiana prima di tornare in Scozia. Donati ha lasciato anche le giovanili dell’Hamilton, tecnico dell’Under 15 prima della rescissione. Anche se spesso al campo ci va anche solo per dare una mano, nonostante non sia più un dipendente del’Hamilton. In Scozia è rimasto una leggenda. Osannato ogni volta che entra a Parkhead, lo stadio del Celtic, dove Donati ha vissuto due anni intensissimi, fra il 2007 ed il 2009, entrato nella storia soprattutto per un gol al novantesimo allo Shakhtar Donetsk importantissimo per il secondo posto nel girone, chiuso davanti al Benfica, con la conseguente qualificazione agli ottavi di finale giocati col Barcellona. In attesa di una chiamata che gli prolunghi la sua vita da solido mediano, Donati continua a seguire passo dopo passo il campionato del Verona. Deluso per quel che sta dicendo la Serie A, senza però aver perso la speranza. Scontato per un combattente come lui.

«Troppi alti e bassi, mentre è la continuità a fare la differenza in momenti come questi. Bisogna assolutamente trovarla,anche se non sarà così semplice. Speriamo bene, l’Hellas sappia che in Scozia avrà sempre un tifoso speciale», ammette Donati, «una piazza come Verona, con la sua storia ed il suo pubblico, deve stare in alto. E far di tutto per cambiare l’annata. Continuando a crederci fino alla fine».