L'Arena: "Che «garra» Zucu, grinta Calvano. Adesso l’Hellas «operaio» convince"

Vukovic e Caracciolo danno solidità dietro con l’aiuto di un super Ferrari Buchel prezioso in mezzo al campo, l’argentino sale di partita in partita
13.03.2018 09:00 di Camilla Dalloco  articolo letto 156 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Arena: "Che «garra» Zucu, grinta Calvano. Adesso l’Hellas «operaio» convince"

Corsa, tackle e anima. Contrasti e ripartenze. Non necessariamente in quest’ordine. Cambia poco, gli ingredienti sono quelli giusti per il nuovo Hellas che sta provando ad aggrapparsi alla salvezza. Meno fronzoli, più sostanza. Il Verona del girone di ritorno sembra trasformato, per alcuni innesti arrivati dal mercato ma soprattutto per un cambio deciso nell’affrontare le partite. Dimenticando l’idea del possesso palla e di un palleggio prolungato, per un calcio più pratico e di certo più redditizio, almeno a vedere gli ultimi risultati. La vittoria nel derby firmata da Caracciolo, ma anche quella con il Torino arrivata grazie alla doppietta di Valoti prima dello stop del campionato per la morte di Astori. Ma la “rivoluzione gialloblù” parte da prima, con la decisione da parte di tecnico e società di dare fiducia ad uno come Simone Calvano in mezzo al campo, fino ad allora oggetto misterioso dell’Hellas di questa stagione ma anche degli anni precedenti. Il centrocampista scuola Milan ha aggiunto forza, muscoli e la giusta dose della cattiveria agonistica che all’Hellas è mancata parecchio nella prima parte dell’anno, in una zona del campo presidiata dai piedi dolci di Bessa e Romulo. Bravo Calvano a prendersi la rivincita dopo anni passati in ombra, riuscendo a ritagliarsi uno spazio importante pur senza strafare e con tutti i suoi limiti.

MURO IN MEZZO. Costruendo un muro assieme a Marcel Buchel in mezzo al campo, a protezione di una difesa che così riesce a subire molto meno l’offensiva degli avversari, soprattutto per le vie centrali: un altro giocatore molto più votato a rompere il gioco che alla costruzione, ma che nel nuovo Hellas tutto sostanza e pochi fronzoli ci sta benissimo. Ma nel Verona operaio che dopo le due vittorie consecutive è tornato in piena corsa per la salvezza ci sono altri protagonisti: come Antonio Caracciolo, e non solo per la seconda rete della suastagione dopo la prima segnata con il Milan, altrettanto pesante e che diede il via al netto successo gialloblù. Ma l’ex Brescia ha portato soprattutto solidità a tutto il reparto difensivo, già in alcune partite della prima parte del torneo ma soprattutto negli ultimi mesi, forte di una conoscenza ancora più approfondita della Serie A che finora non aveva mai fatto. Giocando come centrale, ma anche scalando a destra come contro la Lazio, un difensore che imposta l’azione palla a terra ma che non disdegna di calciarla lontano nelle situazioni di pericolo. Sempre più sicuro grazie, anche al compagno di reparto Vukovic, conosciuto soltanto poche settimane fa dopo il mercato di gennaio ma subito in sintonia come giocassero insieme dall’inizio dell’anno. Un altro centrale di quelli che lascia fronzoli e ricami ad altri, tenendo lontano dalla propria porta pallone ed avversari a tutti i costi senza rinunciare poi a buttarsi nella mischia dell’area rivale in occasione dei calci piazzati.

LA FORZA DI ZUCU. Ad interpretare al meglio il nuovo spirito dell’Hellas non poteva che esserci Franco Zuculini, che pare ormai essersi lasciato alle spalle la terza operazioneal ginocchio e il lungo recupero: giocando quasi mezzora contro il Chievo, ringhiando su ogni pallone e mordendo le caviglie degli avversari, con ripartenze pronte ad infiammare un Bentegodi che l’ha amato fin dai suoi primi giorni a Verona. Pecchia ne sta dosando l’impiego, ma sa che difficilmente può rinunciare all’argentino e alla «garra» che gli scorre nelle vene. Un altro soldato tra i guerrieri gialloblù. E se la classe operaia magari non andrà in paradiso, potrebbe davvero invece aver avvicinato la salvezza.