GdS: "Urlo Caracciolo, derby all'Hellas. Il Chievo trema e Maran rischia"

A Pecchia basta un tiro per vendicare il k.o. dell'andata e riaprire il discorso salvezza. Il Verona sale a 22 punti, i cugini restano a 25.
11.03.2018 13:15 di Enrico Brigi Twitter:   articolo letto 63 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
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GdS: "Urlo Caracciolo, derby all'Hellas. Il Chievo trema e Maran rischia"

Hellas, la vittoria del cuo­re e della speranza. Ba­sta un blitz di Caracciolo in apertura di ripresa per esal­tare il tentativo di rimonta (ter­zo successo nel ritorno) e pre­cipitare il Chievo nella più cu­pa preoccupazione (5 punti in 13 gare da dicembre). Sì, que­sto Verona a corto di punte rie­sce a fare solo un tiro (serio) verso la rete difesa da Sorrenti­no, ma vale tre punti e «am­mazza» gli avversari come nel basket quando fai canestro sul filo della sirena. Mai il Verona era riuscito a infilare due vitto­rie di seguito (col Toro la pre­cedente), e adesso è terz'ulti­mo, in attesa del Crotone. Gli altri numeri che affliggono il Chievo sono dei record ovvia­ mente negativi: settima scon­fitta di fila in campo esterno e altro gol al passivo: è da 11 ga­re che Sorrentino deve inchi­narsi ed è la striscia aperta più lunga in A.

IMPETO Sotto l’impetuosa spinta della propria curva gli uomini di Pecchia giocano una prima parte all’insegna del co­raggio. Le assenze (pesanti) di Romulo, Cerci, Valoti e Kean, che non è nemmeno in panchi­na, nei 20’ iniziali vengono sopperite dal dinamismo del­l’esordiente Felicioli (primo utilizzo dall’avvio, scuola Mi­lan) e del solito Verde, che gio­ca a destra. Proprio questa co­stante presenza in attacco fa sì che il modulo scelto dal tecnico di casa sia nella pratica un ardi­to 4­-2­-4.

PALLE GOL Esaurita la forza dell’entusiasmo, l’Hellas co­mincia però a incontrare diffi­coltà quando si tratta di pene­trare centralmente e di fatto non si rende mai pericoloso al contrario dei cugini che, sor­nioni, si presentano per due volte in area con un giocatore in grado di far male. La prima occasione nasce dal corner di Birsa (29’), il pallone plana con la giusta traiettoria sulla testa dell’incursore Bani che gira prontamente verso Nicolas fal­lendo la mira. Era certamente una conclusione a rete nelle sue intenzioni, stava per tra­ sformarsi in assist per Meggio­rini, che giunge in lieve ritardo sul palo lungo. L’altra palla gol (40’) è meno casuale perché Meggiorini manda di proposito in verticale trovando Castro in ottima posizione. L’esterno vince il duello di forza con Ca­racciolo e calcia di esterno de­stro verso la rete, ma Nicolas con puntuale uscita a valanga intercetta di corpo.

COLPI MANCINI Al rientro in campo Maran propone una va­riante tattica inserendo a sini­stra Giaccherini alle spalle di Inglese in modo che Birsa pos­sa allargarsi sulla destra. È un 4­-3-­2-­1. Al primo tiro in porta il Verona imprime la svolta. Da­niele Verde esegue maluccio un corner ma il pallone gli ri­ torna sul piede preferito, il mancino, e stavolta la rasoiata è perfetta per Antonio Carac­ciolo, inseritosi a sorpresa sul limite dell’area piccola. Il di­fensore impatta di prima inten­zione, sempre col mancino, di interno, riuscendo a cavarne una traiettoria a giro che s’infi­la sul palo opposto, quasi all’in­crocio. Conclusione degna del bomber Andrea Caracciolo, suo ex compagno a Brescia: non c’è scampo per Sorrentino

BATTAGLIA CHIEVO Il Chievo reagisce con furia ma anche con poca lucidità. E intanto i due tecnici cambiano volto alle squadre. Maran (a caldo girano voci che non sia più così saldo, il d.s. Romairone smentisce ma già si parla di Lorenzo D’Anna, allenatore della Primavera) manda dentro Pellissier per Hetemaj, arretra Giaccherini e torna al sistema di partenza. Pecchia si copre con un pratico e sbrigativo 4-5-1, portando Zuculini come forza fresca nel mezzo e mettendo Matos sulla fascia destra al posto di Verde. Il derby si fa ruvido, in rapida successione sei del Chievo meritano il giallo per scorrettezze (con i quattro dell’Hellas di cui uno, Boldor, pizzicato in panchina, si raggiunge il record stagionale di ammoniti in una partita). Gl uomini di Maran spingono gli avversari nella loro metà campo e poi nella loro area. Ma quando un errore in uscita di Calvano permette a Castro una conclusione da posizione invitante sui sedici metri il tiro che ne scaturisce è inoffensivo. È l’ultima chance di una gara avara di occasioni ma ricca di pathos. Esplode la curva Sud, adesso ribollente di fede: la corsa salvezza non appare più un’impresa impossibile. E da ieri coinvolge ufficialmente questo Chievo che ha smarrito tutte le certezze del girone di andata. Mentre un furibondo Campedelli riflette sul da farsi.