GdS: "Sospiro Chievo: -3. Ma i veneti sono pronti al ricorso"

14.09.2018 08:30 di Ilaria Lauria  articolo letto 126 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
GdS: "Sospiro Chievo: -3. Ma i veneti sono pronti al ricorso"

Niente improcedibilità come avevano chiesto i suoi avvocati citando un altro presunto vizio di forma dell’atto di accusa della procura federale, ma un sospirone di sollievo per il Chievo. La società veneta esce dal primo grado del processo sportivo sul caso «plusvalenze fittizie» con tre punti di penalizzazione. In pratica, domenica, all’ora di pranzo contro la Roma, ripartirà da -2. La sentenza del Tribunale federale ha condannato inoltre il presidente del club Luca Campedelli a tre mesi di inibizione (15 giorni per gli altri dirigenti Piero Campedelli, Giuseppe Campedelli, Michele Cordioli e Antonio Cordioli). Il Chievo dovrà anche pagare una multa di 200 mila euro.

VIZI DI FORMA
In realtà la società di Campedelli ha accolto la decisione del Tfn ufficialmente senza salti di gioia, anzi. «Siamo stupiti e contrariati - dice l’avvocato Marco De Luca, legale del club - La società ha sempre agito con coerenza e trasparenza. Riteniamo perciò che il Chievo non meriti questa ridotta penalizzazione, frutto peraltro, con tutta evidenza, della consapevolezza, da parte del Tribunale, della debolezza della tesi accusatoria. Ricorreremo quindi in appello». Si torna alla carica anche sul vizio di forma: «Riteniamo il deferimento nullo perché l’unico soggetto legittimato a firmare il relativo atto sarebbe stato il procuratore Giuseppe Pecoraro che invece non lo ha fatto né ha dedotto alcun impedimento come previsto dal Codice di Giustizia Sportiva». Ma su questo il Tribunale Federale nazionale ha ritenuto la delega al vice Tornatore legittima. A differenza di quanto era accaduto a luglio,
quando era stato giudicato «improcedibile» il deferimento del Chievo per il mancato interrogatorio del presidente Campedelli da parte della procura federale. Che aveva quindi convocato il numero 1 del Chievo, che però non si era presentato. Era arrivato quindi il deferimento bis e la calendarizzazione del processo a campionato cominciato (con relative polemiche, soprattutto da parte del Crotone, diretto interessato
ovviamente alla vicenda).

RICORRONO TUTTI
Anche la procura federale ricorrerà in appello. Nonostante i tre punti siano distantissimi dal meno 15 chiesto dal processo, per l’accusa la condanna costituisce un primo, significativo atto sull’argomento plusvalenze, una specie di avviso ai naviganti per tutto il mondo del calcio di fronte al sistema della «sopravvalutazione» dei cartellini dei giocatori a fini di bilancio (e di requisiti di iscrizione per le ultime tre stagioni agonistiche). Quanto al Crotone,
che aveva invocato la retrocessione del Chievo, parla di «sentenza barzelletta». Negli atti di accusa si era scritto di una cifra di almeno 20 milioni di «plusvalenze fittizie» negli scambi fra Chievo e Cesena, numeri e ricostruzione della vicenda contestati dal parere tecnico presentato dal club di Campedelli e firmato da Angelo Provasoli, ex rettore della Bocconi.

Cesena e l’altro club sotto accusa? Il Tribunale non è intervenuto sulla posizione del Cesena per la «revoca dell’affiliazione». In altre parole, non si poteva condannare una società che non esiste più. Nel primo processo, la società romagnola - ancora ufficialmente in piedi - era stata condannata
a 15 punti di penalizzazione in questa stagione. Lo spostamento della sanzione, anche di soli tre punti, nel campionato scorso, avrebbe portato alla riammissione dell’Entella, che ora ha fatto ricorso al Collegio di Garanzia dello sport, il terzo grado al centro di tante polemiche dopo la decisione di mantenere il campionato di Serie B a 19 squadre. Se ne discuterà il 19 settembre, ma per il club ligure la strada è decisamente in salita.