CdS: "Caracciolo gol. Derby al Verona"

La rete del difensore regala a Pecchia e i suoi un successo prezioso. Salvezza più vicina.
11.03.2018 10:45 di Enrico Brigi Twitter:   articolo letto 56 volte
Fonte: Corriere dello Sport
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CdS: "Caracciolo gol. Derby al Verona"

Un colpo di magia di Caracciolo, il meno atteso a gesti tecnici elitari, consegna al Verona un derby giocato costantemente in apnea. Pesantissima la posta, ancora più pesante l’esito, che calamita il Chievo nella zona a rischio della classica e che consolida per contro le speranze salvezza di un Pecchia mai tramortito dalle critiche.

A fare la differenza, oltre alle motivazioni a innesco rapido di chi, in caso di sconfitta, avrebbe dovuto rassegnarsi inesorabilmente alla resa, hanno contribuito più le riserve energetiche delle risorse di carattere tecnico. Ed è questo il pedaggio pagato dal Chievo, penalizzato proprio nella fase più concitata della stagione, da un’anagrafe improvvisamente impietosa.

SVILUPPO. Tema tattico delineato sin dalle prime battute. Avanza il Chievo con trame molto articolate per innescare Inglese in acrobazia. Baricentro alto, palleggio insistito, raddoppi di marcatura sinergici. Il Verona gioca invece di rimessa: distanze in equilibrio tra i reparti, passaggi più spesso in orizzontale in attesa della soluzione a sorpresa. Ma in attacco il tasso di concretezza è limitato e gli inserimenti tra le due linee un optional destinato a rimanere tale.
Il Chievo risponde con la solita compassata gestione palla e con quel lo di prosopopea che in un derby dalla posta così elevata appare quantomeno fuori misura. L’assetto studiato da Maran agevola una superiorità numerica costante sulla zona centrale, con l’intento di contrastare il serrate muscolare ma asettico del Verona in fascia. Rimangono del resto in evidenza i limiti di concretezza di Verde: carrello basso da brachitipo, scatto rabbioso ma iniziative fumose, per non parlare di Petkovic, totalmente assente dalla scena agonistica durante tutto il primo tempo. Ma Petkovic, si sa, è un concentrato di rocambolerie calcistiche, gioca o non gioca, assecondando umori indecifrabili.

OCCASIONI. Due squilli da segnalare nel primo tempo: lo stacco di Bani (36’) a s orare l’incrocio e il colpo d’ala di Castro (38’) che dopo aver seduto Vukovic con una nta chiama Nicolas a un intervento da applausi. 

RIPRESA. A inizio ripresa, Maran (amaro aggancio a Del Neri a quota 134, record di panchine in A), gioca coerentemente la carta Giaccherini, escludendo Meggiorini e ridisegnando il Chievo ad albero di Natale. Soluzione logica, certo, ma la variabile impazzita, già al 6,’ è dietro l'angolo. Verde piroetta dalla bandierina un pallone con il contagiri e Caracciolo, di sinistro al volo, coordinandosi lui stopper da attaccante vero, brucia Sorrentino. Per il Chievo un pugno nello stomaco nel momento che sembrava preludere al decollo. E da quel momento gli uomini di Maran riescono a combinare poco, troppo poco per poter pensare di arrivare al pareggio. Un punto, almeno, avrebbe evitato una situazione di classi ca che adesso è davvero antipatica e che apre scenari che nessuno si aspettava. Perché il Verona è arrivato a tre punti. Un incubo in più con cui fare i conti da qui alla fine.