CdS: "Barak, un gol per Tudor e Udine"

l ceco non segnava da un girone intero: friulani quasi salvi
14.05.2018 11:30 di Enrico Lamonea  articolo letto 83 volte
Fonte: Corriere dello Sport
© foto di Insidefoto/Image Sport
CdS: "Barak, un gol per Tudor e Udine"

 Il più è fatto, lo psicodramma finale prenderà l'Udinese soltanto di striscio. Dal peso specifico enorme, questa vittoria: la prima incasellata da Tudor che ha deciso di prestarsi alla missione-salvezza tre partite fa. Il rompicapo è quasi risolto.

PAROLE DI TUDOR

 Adesso, con i tre punti sigillati a Verona, si tratta solo di salire l'ultimo gradino: in casa col Bologna, i friulani possono rendere il tutto una formalità. «Non siamo ancora salvi, ma abbiamo il destino nelle nostre mani. La squadra messo in campo quella sofferenza e il sacrificio che mi aspettavo», osserva Tudor dopo un pomeriggio risolto da Antonin Barak. Il centrocampista ceco non segnava da un girone intero, l'ultima volta proprio contro l'Hellas quando tra energie invernali e goleade assortite l'Udinese si era messa perfino a sognare l'Europa. Non vinceva da tre mesi e mezzo, il gruppo che nel frullatore di una stagione schizofrenica ha cambiato tre allenatori. Sempre di 1-0 in trasferta si trattava, ma a spese del Genoa.

CORSIE ROVENTI

Da allora, l'Udinese aveva sempre concesso gol anche perché dodici sconfitte l'hanno martoriata. Bucata tredici volte la porta di Bizzarri, nelle quattro giornate prima di questa. Magari serviva banalmente incontrare ultima a penultima della classe, a stretto giro, per uscire dagli impacci. O forse il cambio di modulo, convertito in 4-4-1-1 da Tudor – privo di Fofana, squalificato – con Samir e Larsen inchiodati a difendere sulle corsie mentre Jankto e Barak hanno licenza di colpire. «Era giusto cambiare - spiega l'allenatore - Ho messo gente d'esperienza per questa partita: c'erano più certezze e compattezza. Per i giovani non è facile, alla loro età sentono la pressione. Bisogna imparare dagli errori». I mille tifosi friulani presenti a Verona cantano per tutta la partita, sentono il traguardo ormai vicinissimo. Come a voler dare una passata di cancellino agli ultimi mesi filati via tra contestazioni e nervosismo. Alla terza rivoluzione in panchina, ecco la mini-svolta che allontana ogni residuo di paura. Gol dopo venti minuti di lavoro ai fianchi sull'Hellas: angolo battuto corto, l'asse ceca funziona perché Jankto recapita verso Barak – al settimo gol in campionato – lo spiovente giusto. L'Udinese multietnica trova la combinazione giusta. De Paul, invece, non spezza il digiuno di gol che dura da metà dicembre: ha un paio di occasioni, clamorosa quella che sciupa su assist di Larsen.

REBUS PANCHINA 

Il Verona spera che il paracadute si apra davvero, in fatto di investimenti. Il tesoretto destinato alle vittime della retrocessione – dopo che la squadra ha dimostrato un'allergia alla serie A fin da principio – deve far dimenticare gli orrori di un campionato senza logica. Con Pecchia finito nel tritacarne e un Hellas progressivamente smembrato. Sei sconfitte di fila, con questa: ormai non fa più notizia, a verdetto già consumato, anche se solo nel '79 fece registrare una striscia peggiore. Intanto, per la panchina, sembrano caldi i nomi di Fabio Grosso e Davide Nicola. Il futuro, in pratica, va costruito da zero.