L'Arena: "Si cambia marcia o si torna in B"

Partenza da dimenticare per gli uomini di Pecchia sempre al penultimo posto. Da record l’avvio del team di Mandorlini tre anni fa
 di Ilaria Lauria  articolo letto 225 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Arena: "Si cambia marcia o si torna in B"

L’equazione non sbaglia. Andando così piano si va dritti in Serie B. Lo dice la storia degli ultimi 30 anni, andando a confrontare i punti del Verona nel massimo campionato dopo le prime 12 giornate. Ovviamente per gli anni precedenti al 1994-1995 quando ancora venivano assegnate due punti a vittoria il conteggio è stato fatto calcolando tre lunghezze per ogni successo. Una volta l’Hellas riuscì addirittura a fare peggio di oggi: era il 1989-1990, l’era di Osvaldo Bagnoli si trascinava verso la fine e Fanna e compagni partirono malissimo, con quattro sconfitte nelle quattro giornate iniziali e nessuna vittoria nei primi 12 turni e soltanto quattro pareggi. Qualche punto in più arrivò nella seconda parte, ma senza essere sufficiente per la salvezza chiudendo in terzultima posizione.

COME OGGI
Soltanto in un’occasione i gialloblù avevano raggiunto lo stesso risultato di oggi, nell’ultimo anno di A 2015-2016, con Andrea Mandorlini in panchina e con soli sei pareggi senza mai vincere. Gli uomini di Pecchia sono riusciti a conquistare una volta i tre punti contro il fanalino di coda Benevento, con i pareggi di Crotone e Torino e al Bentegodi contro la Samp. Mettendo insieme sei punti, troppo pochi per sperare nella salvezza se la media non dovesse cambiare. Un punto in più nel 1996-1997, con Luigi Cagni in panchina e solo sette punti conquistati nei primi 12 turni, frutto di quattro pareggi e dell’unica vittoria contro la Roma al Bentegodi. Nessun cambio di marcia nel resto della stagione, conclusa con un penultimo posto davanti solo alla Reggiana che rispedì i gialloblù tra i cadetti.

PRANDELLI SALVO
Con 11 punti invece l’Hellas riuscì a salvarsi in due occasioni: nel 1999-2000 il Verona guidato da Prandelli e appena tornato in A mise insieme due pareggi e tre vittorie contro Lecce, Perugia e Cagliari, continuando poi a galleggiare nella zona centrale della classifica fino al termine dell’annata conclusa in nona posizione. Nel 1988-1989 il Verona chiudeva il primo periodo di 12 giornate con due vittorie e cinque pareggi, che con la regola dei tre punti oggi varrebbero 11 punti: bastarono agli uomini di Bagnoli per raggiungere la dodicesima posizione e soprattutto la salvezza

TROPPO POCHI
Erano state quattro le vittorie, con due pareggi, del Verona targato Fascetti nel 1991-1992, ma non bastarono per salvare la truppa gialloblù poi affidata a Liedholm e Corso. Il conteggio confrontato con la regola dei tre punti porterebbe il totale a 14, che bastarono invece tre anni fa nel 2014-2015, nel secondo campionato di A con Mandorlini grazie a tre vittorie e cinque pareggi. Ne furono sufficienti 12 invece nell’annata storica del 2000-2001, conclusa con lo spareggio di Reggio Calabria e la salvezza, dopo un inizio di torneo da parte dell’Hellas affidato ad Attilio Perotti da 12 punti frutto di due successi e sei pareggi.

DRAMMATICO FINALE
Salvezza raggiunta con molta più tranquillità nella stagione 1987-1988 dopo i 14 punti dei 12 turni iniziali, mentre nonostante addirittura i 16 punti messi insieme dai gialloblù di Alberto Malesani nel 2001-2002, l’annata si concluse con il drammatico epilogo di Piacenza e la retrocessione. Partenza senza confronto nel 2013-2014, al primo anno del ritorno in A con mister Mandorlini in panchina, capace di di raccogliere ben 22 punti in 12 giornate con addirittura sette vittorie. Numeri lontanissimi da quelli di oggi, numeri da salvezza. O da retrocessione