L'Arena: "Hellas, sei ancora in gioco. Pazzini? Sempre in campo"

Stefano Bizzotto non ha dubbi e poi si esprime anche sul giovane Kean
«È un ragazzo del duemila. Il futuro è certamente suo, il presente non so»
 di Ilaria Lauria  articolo letto 225 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
L'Arena: "Hellas, sei ancora in gioco. Pazzini? Sempre in campo"

La macchina è quella di Massimo Cima, veronese, responsabile della sezione Tuffi della Bolzano Nuoto. Scende dall’Alto Adige per una serata al teatro di Isola della Scala. Cima guida, l’equipaggio è formato da Klaus Dibiasi, Giorgio Cagnotto e Stefano Bizzotto. Oltre alle due glorie dello sport azzurro, Cagnotto è il padre anche della campionessa Tania, c’è pure il più «tedesco» dei giornalisti italiani, voce inconfondibile della Rai. A lui, capitano degli inviati di Novantesimo Minuto del Nuovo Testamento, ci affidiamo per capire cosa sta accadendo al Verona. «A me lo chiedete? Al massimo vi dico che Berthold sta bene, sono stato con lui poco tempo fa e che, Hans Peter Briegel è sempre in forma. Poi devo citare Volpati, perché il mio compagno di passeggiate a Castello di Fiemme. Tutti personaggi che i tifosi del Verona conoscono bene».

Stefano Bizzotto è competente e poi all’epoca la Rai cercava qualcuno che parlasse il tedesco. «Io sto bene qui in Alto Adige con i miei crucchi» continua scherzosamente, «a Milano con la Gazzetta e poi in giro con la Rai. Meglio la provincia». Di personaggi, Bizzotto, ne ha esaltati molti durante le sue telecronache. Dai tuffi della Cagnotto e Dellapé, per tornare alla gioia del romano di nascita ma veronese a tutti gli effetti, Roberto Di Donna. «Bravi! Per un solo istante mi ero dimenticato del mio amico e la sua pistola d’oro ad Atlanta ’96. Insomma un pezzetto di cuore a Verona c’è, eccome». Nel teatro di Isola della Scala, con il collega Tomelleri a ricordare lo sport in bianco e nero, ha avuto gli stessi applausi di Dibiasi e Cagnotto. «Davvero immeritati». Lui è modesto ma al momento è il giornalista italiano più «titolato» grazie alla Germania di Löw e del suo amico Bierhoff. «Ma non dimentico la mia Italia, non solo la Prima squadra ma l’Under azzurra con Pazzini campione in erba».

Eccolo Bizzotto, pronto a parlare dell’Hellas. «Non sono la persona più adatta per parlare del Pazzo. Dipendesse da me, lo farei giocare sempre ma qui c’entra anche l’amicizia. È un ragazzo straordinario e poi nel mini campionato che deve affrontare il Verona può ancora spostare gli equilibri. È vero» puntualizza Bizzotto, «deve ancora segnare su azione ma dal dischetto è più infallibile di un certo Dybala e se all’Hellas dessero altri otto rigori, così per dire, con questa media Pazzini segnerebbe 12 reti. Non male per chi si deve salvare. Comunque Pazzini tutta la vita a meno che non abbia problemi fisici ma per me deve stare in campo fino all’ultimo respiro».
Bizzotto resta sui singoli. «Kean? È un giovane, classe 2000. Il futuro è suo, il presente non lo so. Lo vedo più da panchina, più che da titolare. Se Pecchia spesso parte con lui, avrà i suoi buoni motivi. Magari Kean fra cinque anni è in nazionale, oggi è ancora un giocatore che ha molto da imparare».

Stefano Bizzotto poi vira sul collettivo di Pecchia. «L’ho visto e commentato un paio di volte dal vivo e poi seguito ovviamente alla televisione. Per me l’Hellas fa un campionato a parte» continua l’inviato Rai, «con altre sei squadre. Oltre ai gialloblù, ci sono il Genoa, il Benevento, il Crotone, la Spal e il Sassuolo. Vuol dire che tre di queste si salvano. Guardate sono convinto che perfino il Benevento può ancora rientrare per giocarsi una chance, certo al momento è molto indietro. Il Verona non è spacciato. Quello che ha fatto in positivo l’anno scorso il Crotone e quello viceversa che ha combinato in negativo l’Empoli, devono essere presi come esempio da tutti. Siamo a un terzo del campionato è troppo presto per gettare la croce addosso a qualcuno. Basta una vittoria al Verona, se poi ne arrivassero due, allora sarebbe il massimo. Certo ora devono essere più concreti e fare punti». Bizzotto resta ottimista quindi, anche perché alle sei potrebbe aggiungersi pure l’Udinese. «Quando l’ho commentata» spiega, «l’ho vista veramente male. Sì, sono sette le formazioni che si giocheranno la serie A. L’Hellas deve solo darsi una mossa. A Cagliari non puoi andare in vantaggio e non ottenere almeno il pareggio. Ora è a due punti dalla salvezza col punto in Sardegna sarebbe ancora più vicino alle altre. Serve più coraggio ed anche pareggiare qualche partita. Se l’obiettivo è restare in serie A, beh il gioco può pure aspettare».