CdS: "Il Bologna riparte dal suo punto fermo Mirante"

Il portiere si è sottoposto alle terapie per curare la lesione all’adduttore che lo ha messo ko nelle ultime due giornate: i rossoblù hanno bisogno di lui in un momento delicato
 di Ilaria Lauria  articolo letto 97 volte
Fonte: Corriere dello Sport
© foto di Federico Gaetano
CdS: "Il Bologna riparte dal suo punto fermo Mirante"

Ha fissato il ritorno cerchiando di rosso una data sul calendario, poi si è infilato i guantoni. La data: dopo la sosta, lunedì 21 al Bentegodi, quando il Bologna affronterà l’Hellas Verona. Antonio Mirante vuole esserci. Ieri ha fatto terapie specifiche per curare la lesione all’adduttore che lo ha costretto a saltare le ultime due partite contro Crotone e Roma, tra qualche giorno comincerà ad allenarsi, la prossima settimana sarà lo scivolo che dovrebbe - nelle intenzioni - riportarlo ad essere il titolare tra i pali della porta del Bologna in una fase della stagione assai delicata, con i rossoblù reduci da un filotto negativo che parla di quattro sconfitte consecutive.

SU E GIÙ
E’ una stagione a singhiozzo, questa, per il 34enne portiere di Castellamare di Stabia. A fine settembre si è infortunato al dito - e ha saltato il Sassuolo - ora questa lesione; nel mezzo un paio di acciacchi muscolari che l’hanno penalizzato e hanno consegnato le chiavi della porta all’amico e collega Angelo Da Costa. Anche il rendimento non è stato costante, non come gli altri anni almeno: impacciato al debutto col Toro, quando ha calcolato male la traiettoria del tiro di Ljajic, decisivo con un paio di interventi da Superman nella vittoria al Vigorito di Benevento, eccellente per blindare la vittoria a Marassi, titubante nell’ultima partita giocata, al Dall’Ara contro la Lazio, quando ha sbagliato i tempi dell’uscita favorendo il gol del vantaggio di Lulic.

PUNTO FERMO
Ma Mirante, con la sua esperienza e la sicurezza che infonde al reparto, rimane un punto fisso nello schieramento rossoblù. E se darà segnali positivi - infortunio smaltito, condizione ritrovata - ecco che Donadoni partirà dal suo nome al momento di fare la formazione. Sabato scorso era al Dall’Ara, in tribuna, stretto in un elegante cappottino verde, sempre disponibile con i giovani tifosi per un selfie, ha assistito alla peggior prestazione in campionato di un Bologna che già tre volte - quest’anno - ha subito tre gol in casa: tutto è cominciato ad agosto in Coppa Italia contro il Cittadella, è proseguito nella notte di Bologna-Napoli e ha avuto il terzo atto sabato scorso, contro il Crotone. Troppi gol subiti, per un reparto che in casa non è mai riuscito a mantenere la propria porta inviolata. Mirante ha voglia di riprendere il filo interrotto, quest’anno come nelle passate stagioni. Lontani i tempi in cui - in una serie A a sedici squadre - i suoi colleghi degli anni ‘80 e ‘90 chiudevano il campionato giocando tutte e trenta le partite. Nella sua prima stagione in rossoblù Mirante giocò 33/38 gare, furono un infortunio al dito e uno alla coscia a fermarlo. L’anno scorso la paura di smettere di giocare si è manifestata dopo due sole gare di campionato, il problema cardiaco che l’ha fermato poi è stato risolto e alla fine - tra un acciacco e la lombalgia - Mirante è sceso in campo 21 volte. Quest’anno sono 9/12 le partite giocate. Complessivamente, su 78 partite disponibili in serie A, Mirante ne ha giocate 63, pari a poco più dell’80%.