Setti: "Ora serve fare la differenza e questo è nelle corde della squadra"

10.02.2019 09:00 di Anna Vuerich  articolo letto 153 volte
Fonte: www.hellasverona.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Setti: "Ora serve fare la differenza e questo è nelle corde della squadra"

Il presidente dell'Hellas Verona, Maurizio Setti, ha parlato ieri in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Crotone:

"Cosa ho detto alla squadra? Abbiamo avuto un discorso molto bello, umano, riguardo ai valori del Club, della città e di questi tifosi. Ho detto loro che sono stati scelti per andare in Serie A: alcune volte abbiamo fatto vedere cosa possiamo fare e altre volte ci perdiamo in un bicchier d’acqua, ma dobbiamo guardare all’obiettivo finale. Un traguardo raggiungibile con sacrificio, ho detto loro che dovranno aggiungere, a tutto quello che hanno fatto finora, qualcosa che viene dal cuore e dalla testa, che in alcuni frangenti della stagione ci sono mancati. Alla lunga chi sa giocare a calcio ottiene i risultati e io ho detto loro che lo sanno fare, che se insistono saranno premiati. Ora serve fare la differenza e questo è nelle corde di questa squadra, per dimostrare a me e a tutti che queste ultime quindici partite saranno la nostra forza.
Ho visto gli occhi di uomini concentrati, che sanno che ci possono riuscire, passando anche da un gioco più azzardato fatto di errori e interruzioni come è quello della Serie B. Ora mettiamo tutto questo in campo e cerchiamo di dimostrare quanto valiamo per davvero.

Posizioni in discussione? Nessuno lo è, ma c’è grande attenzione perché non voglio commettere gli stessi errori dell’anno scorso, anche se mai nessuno potrà sapere come sarebbe andata se avessi preso altre decisioni. Certamente non possiamo pensare di chiudere il campionato con questo andamento: è l’ora di dare una svolta e l’ho chiesto a tutti, dall’allenatore ai magazzinieri.

Gli investimenti del Verona per questa squadra? Se mettiamo insieme delle vittorie la classifica cambia in fretta. Noi abbiamo investito per creare questa squadra e, abbiamo parlato anche di questi, ci sono giocatori che non stanno rendendo come potrebbero. Sappiamo però che, viste le loro qualità, ogni minuto in campo potrebbe essere indispensabile per raggiungere l’obiettivo. Io credo molto in questo giocatori, che credo abbiano capito, anche chi è qui da meno tempo, quanto entusiasmo e quanto lavoro c’è alle spalle per il bene del Verona. Abbiamo parlato perché crediamo che tutti possano fare meglio di quanto fatto fino a oggi, ma sappiamo che alcune volte squadre allestite per vincere poi non riescono negli intenti e viceversa squadre nate per salvarsi ambiscono alle prime posizioni: noi restiamo in linea, con qualche punto in meno rispetto a ciò che dovevamo fare, ma credo che a fine campionato i valori debbano emergere.

La partita di domani? C’è una città intera a cui dimostrare che questa squadra può vincere, i giocatori sanno quanto è importante. Si tratta anche di una questione di consapevolezza, non a caso abbiamo aggiunto esperienza in questa sessione di mercato che possa essere di stimolo per i tanti ragazzi giovani con cui sarebbe un orgoglio vincere il campionato. I giocatori e l’equilibrio lo abbiamo messo, adesso tocca a loro.

La situazione del Palermo? Io non faccio affidamento su ciò che accade altrove, noi dobbiamo pensare a fare il nostro campionato.

Lo stadio? L’obiettivo fondamentale di un Club è anzitutto quello di creare centro sportivo di proprietà, per accrescere un progetto che deve trarre dal settore giovanile fonte di ricavi e capacità di allevare quelli che potrebbero essere futuri campioni per il Verona.

Contestazioni frutto non solo di miei errori? Come dite voi io ho commesso degli errori, ma nel tempo ho letto e ascoltato. Non posso ma vorrei davvero parlare con ogni persona che contesta per trovare un punto di incontro, perché sono una persona apertissima a ogni tipo di discussione. I risultati mettono d’accordo tutti, quindi è normale che noi dopo il lavoro e gli investimenti vorremmo essere ripagati dai risultati: rimaniamo fiduciosi, perché vediamo il lavoro svolto quotidianamente. L’obiettivo è la vittoria domani e andare in Serie A. È importante anche l’equilibrio fra costi e ricavi: il nostro compito è mantenere attive la città e la tifoseria a fronte di una squadra competente e all’altezza, ma alla fine i conti devono tornare perché altrimenti c’è il rischio di perdere il patrimonio di una storia e di una società. Di esempi ne abbiamo avuti e ne abbiamo ancora. Quest’anno credo che abbiamo fatto il massimo e nel modo giusto, così come credo che debbano arrivare i risultati nel modo giusto.

Il Mantova? Chi mi conosce bene sa che a certi livelli le decisioni le prendo io, al contrario non decido mai chi deve scendere in campo perché per me sono tutti uguali e l’ho ribadito prima. Se tornassi indietro sarei ancora convinto di un aspetto importante: non si tratta di seconda squadra, ma di una piazza con cui poter condividere una crescita sotto l’aspetto tecnico, lasciando da parte tutto il resto. Quando personalmente posso guardare tutti negli occhi, sapendo di non aver fatto nulla di sbagliato nei confronti di nessuno, mi sento sereno.
Dal punto di vista del tifoso capisco l’amarezza, però ripeto: si fa per il bene del Club e questo bene passa da possibilità che altrimenti non ci sarebbero, perché nessuna società eccetto una può avere una seconda squadra e noi dobbiamo adottare un metodo diverso dal punto di vista imprenditoriale di fare calcio in Italia. Non ci sono sottrazioni da nessuna delle due parti dal punto di vista delle possibilità, anzi queste vengono rafforzate.

Cerco di trovare le sinergie tecniche necessarie per fare meglio tutto Il futuro? Noi cerchiamo di fare il massimo per il bene del Verona e per continuare, nel nostro piccolo, a lavorare bene, senza dimenticare che i fondi che vengono dati a una piazza come Verona sono minori rispetto ad altre squadre della stessa fascia. Questa differenza dobbiamo colmarla con le idee. Ho sempre detto che il mio modo di fare calcio segue delle logiche imprenditoriali e ho sempre detto che se domani qualcuno ha voglia di dare una mano è ben accetto.
Dal punto di vista patrimoniale il Verona vale 70 milioni, ma ho sempre detto che se arrivasse un imprenditore di livello superiore con voglia e modo di fare calcio in modo migliore del mio ben venga. Credo però che se siamo in grado di rimanere compatti potremmo creare un valore aggiunto: questa città ha una forza unica".