TS - Milik ritrova il gol, il Napoli la vittoria

20.10.2019 17:00 di Stefano Bentivogli Twitter:    Vedi letture
Fonte: Tuttosport
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TS - Milik ritrova il gol, il Napoli la vittoria

Al San Paolo c’è un solo slogan: “Arek is back”. E’ dedicato a Milik che si è ripreso la scena e ha trascinato il Napoli ad una vittoria sofferta contro un Verona coriaceo, combattivo, coraggioso. Soprattutto nella prima parte, quella in cui ha messo alle corde la retroguardia partenopea. Poi, si è sbloccato il centravanti polacco che ha realizzato una doppietta, la settima da quando è al Napoli (6 le ha firmate tutte in casa), da vero bomber, con una zampata ad anticipare difensore e portiere sul cross basso di Ruiz. E l’altra da ariete “old style”, incornando sul primo palo la punizione molto affilata di Insigne. Risultato all’inglese, come si diceva qualche anno fa, con un gol per tempo e senza subirne per la terza sfida di fila. Quindi, tutti risolti i problemi del Napoli? Ancelotti analizza con precisione la gara: «Questo risultato è importante per pulire l'ambiente da qualche scoria. Abbiamo giocato contro una squadra fisica e nel primo tempo abbiamo sofferto, poi nella ripresa abbiamo gestito bene. Ma si può giocare meglio. Questa è stata una partita di maturità, abbiamo dimostrato di essere solidi». Ma non è stato un pomeriggio semplice, soprattutto per Meret che dal 18’ al 20’ ha sfoderato 4 interventi decisivi su Lazovic, Pessina e Zaccagni. Poi la grande squadra fa la differenza nei momenti-chiave: la differenza sta tutta qui, perché nei numeri è solo di poco favorevole agli azzurri, che hanno tirato 21 volte, contro le 20 del Verona, e 6 nello specchio della porta, contro le 5 degli scaligeri. Onore agli sconfitti, perché la formazione di Juric avrebbe meritato qualcosa in più nel primo tempo, quando si è imbattuto nelle prodezze di Meret, che aveva mascherato il momento di grande confusione in cui era piombato il Napoli. «Delle 3 parate, la testata di Pessina è stata la più difficile perché ho dovuto spingere per tornare su. La prossima sfida sarà a Ferrara e per me sarà una grandissima emozione tornare da ex. Ma prima c’è la Champions e mercoledì sappiamo che sarà ancora dura, perché il Salisburgo imprime sempre gran ritmo alle partite», spiega il portiere azzurro, essendo stato messo al corrente che gli austriaci ieri hanno pareggiato in casa dello Sturm Graz. Sarà una gara molto delicata e, forse, per questa ragione Ancelotti ha tenuto a riposo sia Mertens che Mario Rui, con Insigne punta centrale al fianco di Milik, Younes esterno mancino, e Di Lorenzo alle sue spalle nella non consueta posizione di esterno mancino. Di contro Juric voleva da questa trasferta una conferma per il Verona che era in serie positiva da tre partite. Non è riuscito a prolungarla ed il suo rimpianto è forte: «Sono contento della prestazione, ma deluso per non aver raccolto niente. Il Napoli è forte, ma abbiamo subito 2 gol evitabili in situazioni in cui potevamo fare meglio. Facciamo delle belle prestazioni, ma se dopo 8 gare gli attaccanti non hanno ancora segnato, allora è giusto che mi preoccupi. Ora loro devono far vedere di cosa sono capaci. C’è anche un po’ di sfortuna, ma non voglio giustificarli: gli attaccanti devono prendersi più responsabilità, devono darsi una sveglia». L’amarezza di Juric fonda nel ricordo di quel primo tempo giocato dal Napoli senza un’anima, da squadra spaesata. Il gol di Milik al 37’ ha permesso agli azzurri di andare al riposo in vantaggio, suggellato nella ripresa grazie alla punizione che Zielinski, appena subentrato a Younes, si era procurato e che Insigne aveva trasformato in assist per Arek. Non ha dato frutti il triplo cambio in attacco per il Verona, Salcedo-Zaccagni, Di Carmine-Stepinski e Tutino-Amrabat, mentre Ancelotti ha fatto rifiatare Milik per Llorente e Insigne per Mertens. I nuovi entrati hanno sfiorato il 3-0 in un’azione comune: lo spagnolo ha colpito di testa, il portiere Silvestri ha deviato sui piedi di Mertens che ha colpito in pieno il palo più lontano. E’ il quarto legno stagionale del belga, che sembra essere inghiottito dalla sindrome del record di Maradona. Gli manca un gol per arrivare a quota 115, ma si è fermato al 29 settembre, quando col Brescia arrivò a 114.