L'Arena, Caracciolo: "Serve più cattiveria, abbiamo il dovere di crederci"

16.04.2018 14:00 di Giorgia Segala  articolo letto 83 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
L'Arena, Caracciolo: "Serve più cattiveria, abbiamo il dovere di crederci"

Ad Antonio Caracciolo la sconfitta di Bologna brucia più di tutti. Perché ha provato perfino lui a segnare, chiudendo la partita in attacco alla ricerca del gol del pareggio, e perché il giallo rimediato nel primo tempo lo obbligherà a saltare la sfida col Sassuolo causa squalifica. Insomma, oltre al danno, la beffa. Lui, però, cerca di non affossarsi e salva il salvabile - riporta l'edizione odierna de L'Arena.

«Gara strana», sbuffa in zona mista il difensore, «non abbiamo avuto l’approccio giusto come, invece, avevamo fatto nella partita contro il Cagliari. Però, a differenza di altre gare, contro il Bologna abbiamo reagito. Abbiamo provato a recuperare la partita, cercando di pareggiarla. Ci sono state occasioni come quella di Romulo, di Cerci o di Fares, purtroppo non ci siamo riusciti. Un peccato».

Già, il Verona non segna praticamente mai. E, i tentativi tattici di Pecchia che davanti mischia più volte le carte, testimoniano le difficoltà nel trovare la via del gol.

«Non so spiegare cosa non funzioni», continua Caracciolo. «Questione di imprecisioni, a volte anche di sfortuna. Dobbiamo cercare di essere ancora più cattivi negli ultimi metri. E dobbiamo farlo in fretta perché il calendario si accorcia e le partite a nostra disposizione sono sempre meno. Mercoledì prossimo al Bentegodì arriverà il Sassuolo, non potremo sbagliare».

Vien da domandarsi, però, se l’esperienza di Cerci e Romulo, ad esempio, non fosse servita fino al termine della gara contro il Bologna per cercare quel pareggio che avrebbe concesso al Verona di pensare con più ottimismo alla sfida del Bentegodi.

«Sono valutazioni che fa il mister durante la partita», spiega Antonio. «Serve l’esperienza, certo, ma anche la voglia di vincere. Felicioli, ad esempio, ha fatto una buona prestazione pur essendo il più giovane. È un momento in cui servono tutti quanti, pure quelli che hanno avuto meno minuti».

Come il coreano Lee, che al Dall’Ara ha rivisto il campo dopo molto tempo, o anche quel Aarons che avrà pure delle qualità ma, al momento le tiene ben nascoste. Un tourbillon di uomini e moduli che possono pure creare confusione.

«Però può anche essere un’arma a nostro favore», rilancia il difensore. «Si prova a far di tutto per cambiare volto ad una partita. Qualsiasi cosa succeda, cambi di sistema tattici o giocatori, l’importante è avere la voglia giusta». A conti fatti, con le sole vittorie a Reggio Emilia e Firenze, il Verona proverà a salvarsi attraverso le gare casalinghe. C’è poco da discutere.

«Non è che non vogliamo fare punti in esterna», assicura Caracciolo, «se fosse entrato qualche pallone contro il Bologna, ad esempio, staremmo parlando di un’altra partita». Vede il bicchiere mezzo pieno il centrale dell’Hellas che racconta anche lo stato d’animo che si respirava dello spogliatoio nella «pancia» del Dall’Ara.

«Eravamo cattivi, arrabbiati per la sconfitta appena rimediata, ma già concentrati per la gara contro il Sassuolo. Abbiamo degli scontri diretti importanti da affrontare in casa nostra e anche a Genova proveremo a far punti pesanti».

I numeri, però, spaventano. Non tanto quelli della classifica, che pare imbalsamata, quanto quelli del campionato dell’Hellas. Ventuno sconfitte in poco più di trenta gare, uno dei peggiori attacchi della categoria ed una difesa che subisce tantissimo.

«Vero, ma siamo a soli tre punti dalla salvezza», chiude Caracciolo. «Abbiamo il dovere di crederci. Possiamo farcela. Il resto non conta».