L'Arena, Pecchia: "Hellas, avanti così: ora non fermarti più"

«Avevo detto ai ragazzi di godersi questa serata. C’è ancora più fiducia per la salvezza, è alla portata. E se poi Caracciolo si mette anche a fare l’Inglese...»
11.03.2018 12:30 di Giorgia Segala  articolo letto 110 volte
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L'Arena, Pecchia: "Hellas, avanti così: ora non fermarti più"

Difficile non fermarsi un attimo a godere. Quasi impossibile passare veloci e andare avanti, di corsa verso la prossima partita quasi senza esultare per una vittoria che potrebbe davvero cambiare il destino del Verona. Ma Fabio Pecchia sa bene che tre punti non bastano. Ce ne vorranno molti altri per acchiappare una salvezza che però dopo il derby sembra all’improvviso molto più vicina.

«Guardiamo avanti con più fiducia e con tanto entusiasmo, purtroppo però questa euforia è già da cancellare, non possiamo fare altro che pensare alla prossima partita e a prenderci altri punti».

Per un attimo però è giusto distribuire i meriti di una gara condotta con autorità, forza e intensità per tutti i novanta minuti. «I meriti sono della squadra, tutto questo avrà senso però soltanto se alla fine dell’anno avremo raggiunto l’obiettivo. Dobbiamo rimanere compatti e aiutarci come stiamo facendo, lavorando con grande voglia giorno dopo giorno».

 

BRAVI TUTTI. Impossibile però non dare uno sguardo alle prestazione dei singoli, come quella di un Felicioli che era all’esordio dal primo minuto in campionato. «Sono arrivati dei ragazzi giovani che hanno tanta voglia di fare», ammette il tecnico del Verona, «Felicioli cresce di continuo, la scelta è stata senza nessun rischio perchè so cosa può dare. Dal punto di vista fisico e tecnico lo vedo lavorare tutto il giorno. Chi entra deve farsi trovare pronto. Io ho bisogno di tutti, devo gestire 25 giocatori e di volta in volta devo fare delle scelte. Ecco, se contro il Chievo magari è stata la partita di Caracciolo e Felicioli vorrei che la prossima avesse magari altri protagonisti, tutti sono indispensabili per la salvezza. Petkovic? Sta lavorando alla grandissima, il gol non è indispensabile, può farlo chiunque».

Anche chi è entrato nella ripresa come uno scatenato Franco Zuculini. «Fa piacere, si è ripreso alla grande dopo un infortunio importante: quando lo butto nella mischia so che con lui può sempre succedere qualcosa di buono».

Sotto i riflettori c’è anche Caracciolo, che ha segnato un gol pesantissimo. «Alla fine Caracciolo ha fatto l’Inglese, altro che», scherza il tecnico che poi continua a stuzzicare il suo difensore, «onestamente non pensavo nemmeno fosse stato lui, troppo bella quella girata. Scherzi a parte, sono stati tutti bravi e lo ripeterò fino alla fine, ognuno è fondamentale per questo Hellas». Che per la prima volta in campionato è riuscito a mettere insieme due vittorie di fila.

«La continuità è importante, ci permette di andare avanti e guardare le prossime gare con maggiore fiducia ed entusiasmo, anche se non abbiamo ancora fatto niente: se la Serie A finisse oggi non avremmo raggiunto il nostro obiettivo, non possiamo far altro che continuare a lavorare così. Io ci credo, l’ho sempre fatto nonostante tutto».

 

SI ALLARGA LA LOTTA. Vietato parlare di rivincite personali. «Assolutamente no, io lavoro solo per portare la squadra alla salvezza. Il pubblico? Fa piacere che sia tornata sintonia con la squadra, chiaramente giocare in un ambiente così è diverso e aiuta parecchio». Vittoria per l’Hellas, sconfitta per il Chievo che si ritrova all’improvviso risucchiato nella lotta per non retrocedere.

«Più siamo e meglio è», ammette Pecchia, «la lotta per la salvezza è ancora più aperta: l’ho sempre pensato, è un traguardo che possiamo raggiungere tutti insieme, il gruppo si è allargato e noi dobbiamo stare lì attaccati senza mollare niente».

Il suo Hellas non l’ha mai fatto nella sfida di ieri sera, vincendo anche il numero dei duelli contro una squadra tosta come quella di Maran. «Sapevamo di affrontare avversari molto fisici e con struttura, se siamo riusciti a primeggiare è per lo spirito che abbiamo messo in ogni zona del campo». L’ultimo pensiero è per i suoi ragazzi. «Avevo detto loro di godersi la partita, di viversi una serata così. Senza mollare niente ma con spensieratezza, glielo avevo detto che poteva essere una serata bellissima».