L'Arena, F. Zuculini: "Non molliamo adesso, a Ferrara l'ora del Rinascimento"

 di Giorgia Segala  articolo letto 192 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Arena, F. Zuculini: "Non molliamo adesso, a Ferrara l'ora del Rinascimento"

«Avevo già pronti i biglietti per tornarmene a casa, in Argentina. Ero deciso a ritirarmi dal calcio giocato. Basta, troppi infortuni. Poi, tante persone che non hanno nulla a che fare con il calcio mi hanno convinto. All’ultimo momento». Parole di Franco Zuculini che, dopo otto mesi passati a recuperare dalla terza operazione al ginocchio, è finalmente tornato a calcare il campo di calcio.

Una gioia annacquata dalla sconfitta del suo Verona, ma pur sempre un momento che rimarrà impresso nel cuore suo e dei tanti tifosi che verso di lui provano un affetto speciale. «Allenarsi da solo, continuare a lavorare, fare sempre le stesse cose. È tanto difficile recuperare dopo l’ennesimo infortunio del genere», si confida il centrocampista.

 

A CUORE APERTO «Mi ha salvato l’arte. Pittura e musica, soprattutto. È la cosa più importante che ho avuto nella mia vita, oltre alla famiglia. Così sono riuscito a superare i momenti più duri. Io, non sono credente. Però, prima di rientrare in campo dopo questi otto mesi di calvario, ho voluto ringraziare l’arte: la religione più importante che ci sia». Pensieri profondi che stridono con un mondo, quello del pallone, fatto troppo spesso di valori effimeri ed apparenza. Zuculini è, invece, un uomo segnato nell’intimo dalle vicissitudini personali ma, non per questo, meno attaccato al calcio. Anzi.

«Mi fa male vedere che la squadra non riesce a raccogliere quello che merita», confessa a proposito del campionato dell’Hellas. «Credo, però, che i problemi siano più nelle teste dei giocatori che nelle gambe. Noi ci alleniamo bene, lavoriamo sodo sempre, siamo uniti e compatti. Siamo tra le squadre che corrono di più e che recuperano il maggior numero di palloni. Purtroppo, ci manca esperienza. Questo è il problema. Un fattore che ci costa caro in campo, soprattutto per quanto riguarda i più giovani». Ecco spiegata la base degli errori di una squadra che potrebbe fare di più ma che è condizionata dalla crescita personale dei suoi interpreti.

«La Serie A non aspetta nessuno», assicura Franco. «I giovani qui devono crescere in fretta. Tocca anche a quelli come me, più esperti, dare l’esempio ed aiutare concretamente chi affronta per la prima volta un campionato del genere». Il Genoa lo ha dimostrato, basta poco per aumentare le distanze nella zona rossa della classifica.

 

REAZIONE. Gli errori pesano. «Forse pesa anche il fatto di dover per forza vincere. Io lo psicologo della squadra? No, non scherziamo. Sono semplicemente fatto così», sorride il centrocampista. «Questa squadra è predisposta al lavoro, a migliorarsi. È la nota positiva. Da questo ripartiamo ogni giorno. Io posso essere d’esempio con la mia storia personale. Cerco di trasmettere la mia voglia di reagire sempre, di lottare anche quando tutto sembra perduto».

Certo, i risultati e le vittorie risultano sempre più incisivi. C’è poco da fare, insomma, contano i punti. «Spero tanto arrivino in fretta, già a Ferrara contro la Spal. Quella è una partita che proprio non possiamo sbagliare».

 

IL RINASCIMENTO. L’ennesimo scontro diretto, un altro duello all’ultimo sangue per raggiungere un obiettivo che, ad ora, sembra complicatissimo da raggiungere. Un’impresa, insomma. Grande. «Quanto? Come il Rinascimento», certifica Zuculini. «Non è mica una cosa da poco, no? Io ci credo. Le altre non corrono, hanno i nostri stessi problemi solo che siamo concentrati a vedere solamente in casa nostra. Magari, la prossima partita perde il Genoa e noi vinciamo. L’importante, fidatevi, è non mollare»