L'Arena: "Così non Var. Un gol in fuorigioco affonda il Verona"

Pandev segna la rete che regala la vittoria al Genoa, ma Taarabt scatta in posizione nettamente irregolare. Non basta la reazione dell’Hellas nel secondo tempo
 di Giorgia Segala  articolo letto 119 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Arena: "Così non Var. Un gol in fuorigioco affonda il Verona"

Non c’è niente da fare, quando anche la fortuna ti volta le spalle diventa impossibile invertire la rotta. Sensazioni negative, inutile negarlo. Doveva essere la gara della svolta invece l’Hellas incassa un’altra sconfitta al Bentegodi ma il gol di Pandev che condanna i gialloblù è viziato da una posizione irregolare di Taarabt che parte in fuorigioco. Si vede già a occhio nudo che il fantasista è al di là dei difensori del Verona, ma non se ne accorge l’assistente Di Meo, lì a due passi, non fischia il direttore di gara di Barletta e neppure il Var - che Damato consulta dopo le proteste di Romulo e compagni - rende giustizia all’Hellas.

La valutazione errata di Valeri amplifica non solo l’errore dello staff arbitrale, ma anche la rabbia dei gialloblù che restano al penultimo posto in classifica e vedono scappar via il Grifone che si porta a casa tre punti dal Bentegodi e l’Udinese che ha battuto il Crotone nell’altro posticipo della quindicesima giornata. Una situazione difficile per Pecchia, in campo e fuori, fin dalla vigilia.

Pazzini non recupera, anche Caceres dà forfait, il tecnico chiede uno sforzo a Ferrari che torna in campo dopo quasi due mesi di stop. In mezzo all’area anche Caracciolo, sulle fasce Romulo e Souprayen, due mediani davanti alla difesa – Bruno Zuculini e Buchel – in avanti Cerci e Valoti con Verde e Bessa a sostegno.

Ballardini conferma il 3-5-2, lascia in panchina Lapadula, chiede a Laxalt e Rosi di abbassarsi sulla linea difensiva quando l’Hellas attacca, Taarabt gioca alle spalle di Pandev.

Meglio il Verona nella prima parte di gara, l’approccio è positivo, sulla fascia destra Romulo e Verde hanno velocità e fantasia, Zukanovic deve chiedere l’aiuto di Laxalt per arginare le folate dei gialloblù, anche Cerci è ispirato da centravanti di manovra e sa dettare i tempi ai due registi del Verona che si battono come leoni tra Veloso, Bertolacci e Rigoni, alzano il pressing e tengono in mano le redini del gioco nella metà campo avversaria.

Il Genoa si limita a controllare le sfuriate dei padroni di casa, grande equilibrio indifesa con un fraseggio molto ordinato a centrocampo per tenere bassi i ritmi che l’Hellas cerca di alzare con tanti movimenti palla a terra per favorire una manovra offensiva molto limitata senza una punta di ruolo.

Cerci cerca di inventare qualcosa, ci prova anche Verde dalla lunga distanza, in un paio di occasioni Buchel sembra uno slalomista che salta avversari come birilli ma anche la sua foga si infrange sul bunker di Ballardini. Passano i minuti e cala l’intensità della gara. il Genoa mette il naso nella metà campo avversaria con il talento di Taarabt ma Caracciolo e Ferrari fanno buona guardia.

Lo spettacolo non è granchè, il gelo frena i bollori dei ventidue giocatori che allentano la presa e la gara scorre via senza grandi emozioni fino al recupero quando Bertolacci inventa un «taglio» per Taarabt che scatta sulla fascia. Bella la giocata ma il fantasista rossoblù è in fuorigioco, l’arbitro lascia correre, l’azione continua e Pandev firma la rete del vantaggio. I gialloblù protestano, l’arbitro chiede aiuto alla Var ma Valeri conferma la versione del campo. Oltre al danno la beffa. La rete del Genoa arriva quando meno te l’aspetti, quando tutti stavano già pensando a ricaricare le batterie nello spogliatoio.

La rabbia è tanta, Pecchia toglie Bruno Zuculini e getta nella mischia Kean, ridisegna la squadra e sposta Bessa a centrocampo con Cerci e Verde più vicini al baby bomber. Il Verona ci mette tutto quello che ha. Coraggio, cuore, determinazione, cerca di superare anche i limiti tecnici individuali. I rossoblù liguri vanno in difficoltà, soffrono, stringono i denti, Perin non molla un pallone. Ci prova ancora Cerci, Verde cerca la conclusione dalla lunga distanza, Kean si vede respingere la palla del pari sulla linea. Non si passa.

Pecchia toglie Verde e manda in campo Lee, poi chiede aiuto anche allo spirito guerriero di Franco Zuculini che torna in campo dopo otto mesi. Non basta, il Genoa capisce che questi sono punti troppo importanti e va vicino anche al raddoppio con Rigoni e Biraschi ma sarebbe una punizione troppo crudele per i ragazzi in gialloblù.