L'Arena, Caracciolo: "Il gol? Non so come ho fatto"

11.03.2018 12:00 di Giorgia Segala  articolo letto 182 volte
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L'Arena, Caracciolo: "Il gol? Non so come ho fatto"

È lui l’uomo derby. Antonio Caracciolo si è regalato la classica serata da sogno e, con lui, cominciano a sperare per davvero il Verona ed anche i tifosi che vedono la zona salvezza finalmente a portata di mano.

«Tre punti fondamentali per una vittoria di gruppo», resta coi piedi per terra il difensore dell’Hellas al suo secondo gol in campionato. Sinistro a giro, difesa del Chievo impietrita e urlo liberatorio sotto la Sud.

«Non lo so neanch’io come mi è venuto quel colpo», racconta Antonio. «Verde mi ha messo una palla bellissima ed io ci sono arrivato in qualche modo. Un po’ col piede, un po’ col polpaccio, non saprei. A quel punto andava bene tutto. Poi, mi sono lasciato andare. Rabbia, gioia, un misto di emozioni perché è stata una settimana davvero complicata».

Una rete che merita, ovviamente, una dedica speciale. «Anzi, tre», puntualizza Caracciolo. «Una per Davide Astori, una per mio zio che ora non c’è più ed avrebbe compiuto gli anni ed una per la mia compagna che è in dolce attesa ed a settembre mi regalerà un figlio. Se lo chiamerò Daniele per ringraziare Verde dell’assist?», ride Antonio. «Ancora non lo so perché il sesso lo conosceremo solamente tra una ventina di giorni».

Intanto, il Verona riapre i giochi in coda alla classifica e mette in fila la seconda vittoria consecutiva per la prima volta in stagione. «Ci tenevamo troppo. La strada è questa», prosegue il difensore.

 

TRA CORSA E CUORE. «Abbiamo messo in campo carattere, cuore e corsa. Tutti insieme, nonostante le assenze pesanti. È la dimostrazione che ognuno di noi è importante come ha dimostrato anche Felicioli che era alla sua prima da titolare ed ha fatto benissimo. Dove abbiamo vinto il derby? Nella testa. Perché dopo il gol non abbiamo indietreggiato. Sarebbe stato facile rilassarsi e pensare di avercela già fatta, invece siamo rimasti sul pezzo. Uniti».

Dopo una prestazione così, paradossalmente, il difficile arriva ora. Tutti si aspettano altri risultati positivi perché il Verona ha dimostrato di poterli fare. «Cominciamo col pensare a noi stessi. È vero, il calendario ci offre molti scontri diretti al Bentegodi e, tra sette giorni, avremo un’altra gara casalinga contro l’Atalanta. Ma l’importante è non mollare di un centimetro, indipendentemente dall’avversario. Non possiamo salvarci altrimenti».

 

VITA NUOVA. Dev’essere scattato qualcosa, com’è inevitabile che sia quando arrivano punti e vittorie. La squadra di Pecchia insegue quella famosa crescita di cui il mister ha sempre parlato e, con i suoi limiti, comincia a tenere un passo che mai prima d’ora era riuscita a sostenere. «Nello spogliatoio ci siamo sfogati con canti e urli», racconta Caracciolo. Come a confermare che l’Hellas si sia tolto un macigno dalle spalle.

«Un paio di partite fa la situazione era decisamente diversa. Abbiamo dimostrato che, con l’atteggiamento giusto, ce la possiamo fare». Insomma, la permanenza in A non è solamente una fantasia di pochi arditi. La classifica e le prestazioni dicono che si può fare. «Al di là della retorica, noi ci abbiamo sempre creduto. Purtroppo abbiamo avuto un andamento troppo altalenante. Adesso che ci siamo, è d’obbligo crederci ancor di più». Parola dell’uomo derby, parola di Antonio Caracciolo che quando segna fa vincere il Verona.