L'Arena: "Il derby di Maniero. «Gara particolare»"

21.10.2018 13:30 di Anna Vuerich  articolo letto 88 volte
Fonte: L'Arena
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L'Arena: "Il derby di Maniero. «Gara particolare»"

L'aspetta una partita dura, contro la Robeganese. Pippo Maniero sarà oggi pomeriggio a una cinquantina di chilometri dal Penzo a lungo casas sua, oggi allenatore del Legnaro appena salito in Promozione. Paesino di ottomila anime fra Padova e Piove di Sacco, dove è nato e cresciuto. Fino a segnare un sacco di gol, col Venezia soprattutto ma anche col Verona di Serie A di Gigi Cagni.
Passati più di vent'anni da allora, quando Maniero era già stato alla Sampdoria, al milan e al Parma prima di far fuoco e fiamme in Laguna. Cinquantanove gol in 129 partite. "Il Verona non sta rispettando certe attese, il Venezia ha dovuto persino cambiare allenatore. Sarà una partita particolare, proprio perché tutte e due vogliono e devono cambiar marcia", la copertina di Maniero, 46 anni da un mese, in uno dei pochi momenti in cui i suoi pensieri non vanno verso la Robeganese.

Maniero, perché il Verona sta incontrando tutte queste difficoltà? La guida tecnica è cambiata, servirà ancora un po' di tempo a Grosso. La piazza poi è la meno indicata per chi ha bisogno di pazienza e di ricostruire.

La via d'uscita qual è? Alla lunga i veri valori dovranno per forza venir fuori. La rosa ha nomi importanti, impossibile non inserire il Verona fra le favorite per uno dei primi due posti. La retrocessione probabilmente non è stata ancora smaltita del tutto, la necessità immediata di vincere ha fatto il resto. Giusto che Verona pretenda risultati e salto di categoria, ma nel calcio non tutto è immediato.

La regola varrà anche per Zenga... Per forza, ma un nome così non può che far bene a tutti. La sua personalità va oltre il lavoro di campo, l'impronta di Zenga è nel carisma e nel suo calcio pratico. Per lui le regole hanno un peso. E i giocatori dovranno rispettarle. Dove ha allenato non avrà raccolto risultati eclatanti ma non ha nemmeno preso chissà quali batoste. Venezia può portarlo là dove è giusto che stia un campionissimo come è stato lui.

I ricordi del vecchio compagno di squadra alla Samp? E' stata una fortuna averlo avuto alla Doria ed un piacere giocarci insieme. Oltre ad essere un grandissimo portiere sapeva sempre trovare il suggerimento giusto per noi giovani. Per chi non lo conosce può apparire a prima vista uno sbruffone, nella realtà è molto diverso dall'uomo che fa il duro davanti alla tv. Nello spogliatoio era un ragazzo semplice, a cui piaceva ridere e scherzare. Mi servì molto averlo a fianco.

Pazzini e Di Carmine giocheranno mai insieme? Troppo facile rispondere per uno come me che ha sempre vissuto in area di rigore e che si cibava di continui cross. L'uomo di peso adesso non c'è quasi più, vanno tanto di moda tutti questi passaggi laterale che spesso accontentano solo l'estetica. Io li fare giocare anche, ma la decisione è di Grosso e solo sua. Se il modulo però continuerà a a prevedere due esterni ed una sola punta centrale la vedo dura.

Com'era giocare al Penzo? Ho mille flash, per fortuna di tanti gol. Ed un sacco di emozioni fortissime. Reso tutto quasi epico quando il venticello e la brezza marina si facevano sentire. Nei mesi freddi soprattutto ho giocato ai limiti della sopportazione. Ed io non sono certo uno che ama il caldo. L'aria gelida che tirava in campo era micidiale. Ricordo un Venezia-Piacenza, a novembre del 1999, in cui ad un certo punto cadde anche acqua mista a neve. La partita finì 0-0, ma vi assicuro che tutti ad un certo punto non vedevano l'ora di andare negli spogliatoi e farsi la doccia.

Davvero un altro spessore la Serie B dell'epoca? Poco ma sicuro. Eravamo più bravi e basta, di qualità pura ne avevano anche le ultime della Serie A. Ora non è più come una volta. Allora usciva Maniero ed entrava Schwoch, usciva un titolare ed entrava uno ugualmente bravo. Chi non giocava era allo stesso livello dei chi faceva trenta partite all'anno. Adesso alle spalle dei primi tredici l'allenatore non ha elementi di pari valore. Per almeno metà Serie A e per tutta la B è così, basta rileggere certi nomi.