GdS: "Serie A, quelli che sono di troppo". Kean, talento in un angolo

09.09.2018 08:00 di Anna Vuerich  articolo letto 681 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
GdS: "Serie A, quelli che sono di troppo". Kean, talento in un angolo

C’è chi la chiama abbondanza, chi un lusso. Per diversi club di Serie A la chiusura del mercato ha lasciato in dote esuberi ad altissimo costo. Sarà compito dell’Inter trovare un ruolo nello scacchiere di Spalletti al portoghese Joao Mario, uno che due estati fa vinceva l’Europeo da protagonista e ora si trova ai margini del progetto nerazzurro. L’ex Sporting è, suo malgrado, il testimonial perfetto dei grandi nomi finiti nell’ombra.

PROSPETTIVE Suning ha investito oltre 40 milioni per strappare Joao Mario alla concorrenza nell’agosto 2016. Una cifra super per i nerazzurri che già lo scorso gennaio hanno provato a dargli una nuova vetrina in prestito al West Ham. A complicare i piani estivi del d.s. Ausilio (e di Joao stesso, desideroso di cambiare aria) è arrivato il dietrofront dei londinesi che hanno virato sul laziale Felipe Anderson invece che confermare il portoghese. Nemmeno il Mondiale in Russia ha aperto nuovi orizzonti per Joao Mario, che per questioni di bilancio l’Inter deve cedere a non meno di 25-30 milioni (e pesa per 2,7 milioni di ingaggio). Lo stesso portoghese, vicino al gong delle trattative, non si è mostrato entusiasta delle ipotesi dalla Turchia in prestito (formula comunque non gradita all’Inter). E così Spalletti cerca una collocazione al centrocampista tuttofare, tagliato dalla lista Champions, almeno in attesa della sessione invernale. Dalle stelle alle stalle, ma nel calcio basta poco perché tutto cambi. E la palla passa a Joao Mario.

AI PIEDI DI CR7 Lo vendo, anzi lo presto. Alla fine è stato un nulla di fatto l’estate dello juventino Kean. Il 2000 è uno dei baby italiani in attesa di esplodere, come dimostrano le 5 reti nello scorso campionato a Verona. Monaco e Borussia Dortmund avrebbero fatto follie per averlo, ma la Juve ha detto stop alla cessione dell’attaccante, che non è mai stato del tutto convinto invece dalle ipotesi di prestito in club come Udinese, Leganes e Psv. L’arrivo di CR7 ha convinto, anzi, Kean che un apprendistato nell’ombra del portoghese possa farlo crescere. Marotta a gennaio cercherà la sistemazione ideale per dargli minuti e gol, Kean intanto può rinnovare il contratto in scadenza 2020. L’agente Raiola aspetta la chiamata dei bianconeri, mentre anche il c.t. Mancini vorrebbe Kean in campo (e non solo in Coppa Italia).

C’ERA UNA VOLTA In tema di bomber a l - l’asciutto, che hanno anche vestito la maglia della nazionale nel recente passato, ci sono Mattia Destro e Alessandro Matri. A Bologna l’ex Roma resta il più pagato della rosa con 2 milioni a stagione,maparte indietro nelle gerarchie di Inzaghi rispetto a Santander e Falcinelli (oltre a Palacio) . Il Parma in estate lo ha trattato, prima di virare su Inglese (lo stesso vale per la Samp, che ha scelto prima Zaza poi Saponara). Solo il gol può cambiare il destino di Destro, che in rossoblù si è perso e cerca una nuova maglia per tornare il giocatore di qualche stagione fa. La carta d’identità è dalla sua parte: a 27 anni c’è tempo per rilanciarsi, Saputo non si opporrebbe di certo. Parma ha sedotto e abbandonato anche Matri, che ormai è un panchinaro fisso a Sassuolo. Lo scorso gennaio le trattative sono andate avanti fino all’ultimo secondo, senza successo. Ad agosto la trama è stata simile, ma in questo caso è stato il club neopromosso a tirare il freno a mano, visto lo stipendio da un milione dell’ex milanista, in scadenza a giugno.

ROSSONERI In casa Juve un ormai ex capitano come Marchisio ha scelto l’addio, doloroso, con risoluzione del contratto e si è accasato allo Zenit. In casa Milan Montolivo, che ha dato tanto ai rossoneri, non porta più la fascia, scalzato da Biglia nelle gerarchie di Gattuso, ma in estate ha deciso di non lasciare l’Italia e a luglio dirà addio al club di Elliott (l’ingaggio attuale è di 2,5 milioni). Ultima stagione a Milanello anche per il colombiano Zapata che era finito nel mirino dell’Udinese. Il centrale guadagna 1,7 milioni e nessuno in estate si è spinto abbastanza in alto per convincerlo a lasciare Milano. Anche con la prospettiva di giocare poco o nulla.