L'Hellas cresce al pari della sua tifoseria. Intanto il prefetto-tifoso con la mazza dice cose... dell'altro mondo!

10.01.2014 11:49 di Michele Zomer Twitter:   articolo letto 1986 volte
L'Hellas cresce al pari della sua tifoseria. Intanto il prefetto-tifoso con la mazza dice cose... dell'altro mondo!

Complimenti! Tanti, meritati, provenienti da più parti. La grande tifoseria dell'Hellas, spesso bistrattata ed ingiustamente attaccata, nell'ultimo anno ha ricevuto invece grandi attestati di stima. Attestati di stima, non di circostanza. Conseguenza inevitabile di una crescita collettiva per il bene dello sport, di una città e della società Hellas Verona. Non tutti ricordano, anzi a volte si tende a dimenticare troppo in fretta: era il 14 maggio 2013 quando il presidente della Lega cadetta, Andrea Abodi, sottolineò la grande lealtà e sportività dei tifosi gialloblù in vista della sfida promozione contro l'Empoli. Nei giorni antecedenti al match molti parlarono di accordi sottobanco per un pareggio già scritto che avrebbe accontentato entrambe le formazioni. Su quelle voci la risposta dei tifosi del Verona fu una ed una sola: "Soli contro tutti". Uno slogan spesso ripreso - coniato - dalla tifoseria gialloblù del quale Abodi carpì subito l'importanza del messaggio. Verona-Empoli terminò 0-0, ma in quella gara prevalse la paura di entrambe di mancare un grande appuntamento, non di certo un accordo anticipato. Abodi dopo gli indecenti cori su Morosini - proferiti soltanto da pochi idioti - imparò a conoscere meglio ed apprezzare il pubblico di Verona e del Verona. E fu forse uno dei primi ad iniziare la crociata controvento. Assieme ad Abodi anche la nuova dirigenza ha lavorato per la valorizzazione del proprio pubblico, mettendo in risalto quei valori e principi morali alla base di ogni competizione sportiva: rispetto, eguaglianza a ancora rispetto. Questo il grande messaggio inviato dalla società dal giorno del suo insediamento. Messaggio chiaro ormai recepito e praticato da una piazza matura. In concomitanza con le festività natalizie anche il presidente Setti ha ribadito ancora una volta l'importanza di avere una tifoseria molto vicina e corretta: "I nostri supporters sono cresciuti molto. E' una piccola vittoria che abbiamo fatto, ma ad aver vinto è stato soprattutto il tifoso: se i veronesi continueranno a dimostrare questa intelligenza si completerà una stagione ottima sotto tutti i punti di vista". Queste le sue parole, alle quali pochi giorni fa hanno fatto eco quelle dal Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Il primo cittadino campano, intervenuto a Radio Hellas, si è detto compiaciuto della grande sportività e lealtà dimostrata dal popolo del Verona, confermando l'importanza di questa grande piazza. Da Abodi e De Magistris, passando per molti altri, che ora sicuramente dimenticheremo. Parole importanti, parole vere, parole che rendono ancor più grande una realtà, quella del tifo scaligero. Nel bel mezzo di questi riconoscimenti a società e tifo arrivano - come al solito - preoccupanti segni di inciviltà da ben altri lidi. Sul finire del 2013 ci ha pensato il neo prefetto vicentino, Antonio Soldà, a creare un nuovo caso. A margine di un incontro con la stampa, in merito alla partita Verona-Roma, in programma il prossimo 26 gennaio all'ora di pranzo, Soldà avrebbe dichiarato: "Quando vado allo stadio tengo in macchina una mazza, con quella gente non si sa mai". Un'uscita aberrante, degna del peggior criminale in circolazione. La frase diventa ancora più grave se si considera che il personaggio in questione ricopre un ruolo di prim'ordine in chiave pubblica sicurezza. Parole gravi, parole fuori luogo, parole che offendono Verona e la sua gente, parole alle quali si spera qualcuno risponda a tono. Per chiarire e difendere una città, messa ancora una volta in prima pagina per colpa di una dichiarazione senza precedenti!