Gibellini:" Il mercato ha portato esperienza e personalità. Ora tocca all'allenatore"

Intervista con l'ex direttore sportivo gialloblù
10.02.2019 17:30 di Enrico Brigi Twitter:   articolo letto 419 volte
© foto di Federico De Luca
Gibellini:" Il mercato ha portato esperienza e personalità. Ora tocca all'allenatore"

La consueta sessione invernale di mercato ha visto la società gialloblù tra le più attive. I movimenti in entrata hanno avuto l’obiettivo di completare l’organico a disposizione di Fabio Grosso mentre le cessioni hanno riguardato giocatori sino ad ora poco utilizzati, che avevano necessità di trovare maggior spazio. Per trovare una chiave di lettura abbiamo intervistato Mauro Gibellini, ex giocatore gialloblù con un passato in riva all’Adige, in più riprese, anche come direttore sportivo. In buona sostanza, uno che di calcio se ne intende.

Il mercato gialloblù ha registrato movimenti in entrata e uscita. Nuovi innesti per migliorare la qualità dell’organico e partenze per quei giocatori che fino ad ora avevano trovato poco spazio. «Le operazioni in entrata hanno riguardato elementi di provata esperienza, quasi a giustificare - mi vien dire - una certa mancanza di personalità. I vari Vitale, Munari e Di Gaudio sono, infatti, giocatori di categoria con alle spalle diverse partite tra i professionisti. Diverso, invece, è il caso di Faraoni che dopo un inizio promettente si è un pò smarrito e ha bisogno di ritrovare lo smalto dei tempi migliori. A mio avviso Vitale, come lo stesso Balkovec, si trovano tuttavia più a loro agio come esterni di un centrocampo a cinque ma immagino che la società, d’accordo con l’allenatore,  abbia fatto tutte le sue valutazioni. Di Gaudio, invece, rappresenta un’ottima scelta, un giocatore in grado in cadetteria di fare sempre la differenza ».

Nessuno si aspettava la cessione di Caracciolo. «La cessione di Caracciolo mi ha sorpreso, un difensore esperto, veloce e reattivo. La sua partenza rappresenta una perdita importante per il settore dei centrali. La società, a quanto pare, ha fatto scelte diverse».

In attacco prosegue l’annoso dualismo tra Pazzini e Di Carmine. «Rimango convinto del fatto che i due potrebbero giocare anche insieme, avendo caratteristiche diverse, uno più decisivo all’interno dei sedici metri e l’altro maggiormente propenso a svariare sull’intero fronte offensivo. Se il modulo rimane il 4-3-3, comunque, non vedo molte alternative. Mi piace, invece, Tupta, un profilo giovane ma molto interessante ».

Alcuni numeri sono dalla parte dei gialloblù ma i punti in classifica sembrano non rispettare le aspettative di inizio stagione. « Le statistiche riguardanti percentuale di possesso palla o numeri di passaggi effettuati e andati a buon fine sono indici importanti ma quello che conta sono i punti in classifica, sino ad ora inferiori alle aspettative. Non dimentichiamo, poi, che senza la vittoria a tavolino di Cosenza i gialloblù si troverebbero addirittura esclusi dall’ipotetica griglia dei play off».

Molti obiettano alla squadra la mancanza di una vera idea di gioco « Il gioco espresso, solo a tratti bello da vedere, è  risultato molte volte improduttivo, con tante trame in orizzontale e troppa poca verticalità. In questo modo diventa difficile fare gol. Cosi facendo inoltre, si agevola il gioco degli avversari che hanno il tempo di schierarsi e chiudere tutti gli spazi. Per certi versi per contrastare i gialloblù basta comportarsi come negli anni ‘70 quando gli allenatori ordinavano alla propria squadra di rientrare sotto la linea della palla, lasciando agli avversari solo la possibilità di trame orizzontali ».

La tifoseria invoca a gran voce l’esonero di Grosso, convinta che con un altro tecnico la classifica sarebbe sicuramente diversa «Una squadra rispecchia in campo sempre ciò che un allenatore riesce a trasmettere con le proprie doti di competenza e personalità. In serie B, inoltre, diversamente a quanto succede in serie A, l’allenatore conta molto di più di quello che si pensi. La scelta del tecnico per una squadra che ambisce alla promozione rappresenta una decisione determinante, da non sbagliare assolutamente.  Se le cose non vanno come dovrebbero l’esonero diventa quasi una cosa necessaria. La società gialloblù, nonostante qualche dichiarazione di circostanza, ha fatto però intendere a chiare lettere di non aver alcuna intenzione di affidare la panchina a qualcun’altro ».

Tutto il popolo gialloblù, dopo l’atroce retrocessione dello scorso anno, vuole l’immediato ritorno in serie A. « A tal proposito ho sentito che secondo alcuni Verona sarebbe una piazza difficile. Credo, invece, che la tifoseria gialloblù sia un pubblico straordinario, sempre pronto a sostenere la squadra durante tutti i novanta minuti, in casa come in trasferta. E’ importante che si venga a ricreare quanto prima il legame “ombelicale” tra squadra e tifosi, purtroppo affievolitosi in questo ultimo periodo».