Gibellini: “A Verona sta nascendo una buona squadra. Di Carmine e Pazzini possono coesistere”

Intervista con l’ex giocatore ed ex direttore sportivo gialloblù
28.07.2018 15:00 di Enrico Brigi Twitter:   articolo letto 1190 volte
© foto di Matteo Bursi
Gibellini: “A Verona sta nascendo una buona squadra. Di Carmine e Pazzini possono coesistere”

Sulla situazione in casa del Verona in questa prima fase di stagione, abbiamo raccolto l’opinione di Mauro  Gibellini, ex giocatore gialloblù ad inizi anni ‘80 nonché apprezzato direttore sportivo che ha occupato la scrivania del club scaligero in tre distinti periodi. Gli chiediamo una prima impressione sulla nuova squadra che sta nascendo, dopo l’atroce retrocessione dello scorso anno.

“Credo che l’organico attuale  - esordisce Gibellini - possa essere considerato di buona qualità, soprattutto per una squadra che ha il dichiarato obiettivo di tentare l’immediata risalita nella massima serie. L’arrivo in attacco di Di Carmine rappresenta un innesto di valore per il reparto offensivo gialloblù. Parliamo di un attaccante in grado di garantire almeno 10/15 segnature ( lo scorso anno a Perugia ha realizzato 22 reti ndr), per quanto riguarda il campionato di serie B, senza dubbio uno dei migliori attualmente in circolazione.

Mi piacciono molto anche Henderson e Balkovec ( i due sono ancora in attesa dello svincolo definitivo dopo il fallimento del Bari ndr). Il primo è un centrocampista dotato di buona tecnica mentre l’altro è un difensore che avevo anch’io già individuato in passato, in possesso di un bel piede sinistro grazie al quale è in grado di servire in area di rigore palloni invitanti. Infine Laribi, centrocampista tra i migliori della serie cadetta, anche lui liberatosi a costo zero dopo il fallimento del Cesena. Un giocatore rapido, molto abile negli inserimenti, in possesso di ottime doti tecniche”.

Tornando a Di Carmine, si inizia già a chiedersi se possa o meno coesistere con Giampaolo Pazzini:Sicuramente dipende dal modulo che verrà utilizzato, tuttavia credo che i due abbiano le caratteristiche per coesistere. Di Carmine è un attaccante in grado di muoversi sull’intero fronte offensivo. Molto fisico, negli ultimi anni è migliorato molto sotto porta dove prima risultava piuttosto impreciso. Pazzini, invece, ama maggiormente stazionare nei sedici metri e potrebbe, quindi, beneficiare dei movimenti dell’ex attaccante del Perugia. In questo caso la soluzione ideale per i due potrebbe essere l’inserimento alle loro spalle di Laribi, giocatore in grado di agire con ottimi risultati anche nella posizione di trequartista”.

Cosa manca ancora al Verona ?Sicuramente serve un centrale da affiancare a Caracciolo, visto l’infortunio che ha messo fuori causa Bianchetti”. 

Dopo Pecchia, ecco Fabio Grosso. Un’altra scommessa vincente?Ho avuto poche occasioni per seguire le sue squadre, sia quando era alla guida della Primavera della Juventus, sia l’anno scorso sulla panchina del Bari. Parliamo di un tecnico sicuramente preparato, equilibrato, bravo nel porsi anche agli occhi degli addetti ai lavori, che forse non dispone appieno di quella dose di cattiveria agonistica da trasmettere ad una squadra che vuole vincere un campionato impegnativo come quello cadetto. Tuttavia non spetta a me dare giudizi, soprattutto ora che siamo all’inizio della stagione,  la risposta la potrà dare solo il terreno di gioco”.

Nonostante una discreta campagna acquisti, prosegue la contestazione nei confronti di Maurizio Setti, reo secondo molti di non utilizzare la disponibilità del paracadute...La funzione principale del paracadute è quella di garantire continuità alle società che retrocedono, per evitare loro un potenziale fallimento. Il minor introito di diritti televisivi e l’elevato ammontare degli ingaggi accumulati l’anno precedente rappresentano, infatti, una potenziale criticità per l’equilibrio finanziario del club. Ben venga, quindi, l’utilizzo della somme per rinforzare l’organico e tentare l’immediata risalita ma è altrettanto importante garantire la solidità per evitare di finire in brutte acque come è toccato quest’anno a Bari, Cesena e Avellino, nemmeno iscritte.

In questi giorni tiene banco il caso plusvalenze che vede come grande indiziato il Chievo. Il tema delle plusvalenze rappresenta un argomento scottante, che conoscono in molti. L’assenza di regole definite consente, purtroppo, ampi margini di movimento. Una pratica se vogliamo in parte scorretta, utilizzata da molti, anche se in misura differente. La società di Campedelli sembra averne abusato, vista l’entrata in campo della Procura Federale. Un vizio di forma ha rinviato per ora ogni giudizio tuttavia, vista anche la condanna concomitante del Cesena, il rischio di una penalizzazione non è certo escludibile a priori”.

Un’ultima domanda per chiudere: cosa fa oggi Mauro Gibellini? “In questo momento sono in vacanza forzata - sorride l’ex diesse gialloblù - in attesa di trovarmi davanti ad un progetto serio. Tuttavia, al momento di progetti validi in giro ce ne sono pochi. Ultimamente si riesce a fare calcio con buoni risultati solo in serie A e in buona parte in serie B. La serie C, invece, presenta ancora molte, troppe incognite soprattutto legate alle situazioni finanziarie di diversi club. La tanto attesa e oramai necessaria riforma dei campionati si fa ancora attendere. L’idea delle seconde squadre, inoltre, rischia di rimanere lettera morta, come tanti altri progetti. Del resto non siamo la Spagna e l’iscrizione tra le squadre B della sola Juventus, testimonia da sola il risultato, per ora fallimentare, di questa iniziativa”.

Grazie Mauro Gibellini per la piacevole intervista e in bocca al lupo per il prossimo futuro.