Attilio Gregori: "Faccio il tifo per l'Hellas. Verona è casa mia."

In vista di Venezia-Verona intervista con un doppio ex dal cuore tutto gialloblu.
20.10.2018 17:00 di Enrico Brigi Twitter:    Vedi letture
Attilio Gregori: "Faccio il tifo per l'Hellas. Verona è casa mia."

In vista della partita tra Verona e Venezia abbiamo raccolto le impressioni di Attilio Gregori, un doppio ex dal sapore tutto speciale. Per lui 179 partite in maglia gialloblù e 57 con i colori arancioneroverdi, Due promozioni in serie A, una in riva all’Adige ed un’altra all’ombra del campanile di San Marco. In mezzo tantissime emozioni ed anche un rigore calciato verso la curva Sud del Bentegodi, la sua tifoseria preferita. Per il portiere originario di Monterotondo, comune di 40.000 abitanti alle porte di Roma, un amore infinito per i colori gialloblù.  Nella nostra piacevole chiacchierata partiamo proprio dal Verona di oggi.Conosco poco i giocatori di oggi ma so che la società ha costruito una squadra competitiva e di qualità, per tentare l’immediata risalita in serie A, dopo la brutta retrocessione dello scorso anno. Il campionato di Serie B è lungo e difficile, tuttavia mi sembra che i presupposti per raggiungere l’obiettivo finale ci siano tutti. Io, naturalmente, faccio sempre e solo il tifo per il mio Verona”.  

Nella tua carriera, oltre a Verona e Venezia, hai vestito tra le altre anche le maglie di Roma e Genoa ma non hai mai nascosto il tuo amore per i colori gialloblu.Verona è una città che mi è rimasta dentro. Ho passato quattro anni stupendi ed ho conosciuto una tifoseria incredibile. Raggiungemmo una promozione in serie A pur avendo alle spalle una società fallita. Fu una grande prova di professionalità e di amore verso i colori gialloblu. Porto sempre con me l’affetto incondizionato della gente che ho sempre cercato di ricambiare con le mie prestazioni sul campo. Fosse stato per me non me ne sarei mai andato. Con il Verona sarei rimasto anche in serie D. La categoria non avrebbe contato nulla. Ancora oggi conservo un sacco di amici ed appena posso faccio un salto nella vostra meravigliosa città. Verona è casa mia.” 

La partita tra Verona e Venezia riporta alla mente anche un simpatico episodio avvenuto nel lontano 30 maggio 1993. “Ricordo benissimo, come fosse ieri. Si trattava di un incontro fine campionato dove il punteggio non interessava a nessuna delle due squadre.  Stavamo perdendo per uno a zero quando l’arbitro fischiò un calcio di rigore per noi. Tutto lo stadio iniziò a intonare il mio nome e non resistetti alla tentazione di andare sul dischetto per calciarlo. Il mister ( Edoardo Reja ndr) mi seguì incredulo con lo sguardo. Mi vedevo già a festeggiare il mio gol sotto la curva. Andò , purtroppo, diversamente con il pallone che terminò abbondantemente sopra la traversa. Per fortuna (sorride ndr) che pareggiammo con Claudio Lunini”. 

Si parla di rigori anche in un Verona - Inter del 15 settembre 1991. “Ricordo molto bene anche questo. Perdemmo 2 a 0 ma ci fischiarono contro ben 4 rigori.  Riuscii a parare quelli calciati da Mattheus e Brehme mentre Ciocci calciò il terzo in tribuna. A segnarmi fu solo il mio amico Stefano Desideri”. Con Desideri eravate amici fin dai tempi della Roma, cosa hai pensato quando lo hai visto sul dischetto? “Con Stefano siamo cresciuti insieme nel settore giovanile della Roma. Andavamo insieme agli allenamenti, io sul mio vespone e lui sulla sua moto. Siamo arrivati insieme in prima squadra poi abbiamo preso strade diverse. Arrivato sul dischetto mi sorrise con una simpatica aria di sfida,  convinto che sarebbe riuscito a farmi gol. E andò proprio così”. 

Qualche rimpianto per non essere rimasto in maglia giallorossa. “Nessun rimpianto. Sono contento della carriera che ho fatto e rifarei tutto senza cambiare nulla. Mi tengo stretto il mio amore per i colori gialloblù. Ho giocato anche con Genoa e Reggiana ma come come l’Hellas nessuno mai.” 

Dopo il calcio giocato è arrivata l’esperienza in panchina. “Ho allenato alcune squadre del campionato laziale ottenendo due promozioni in serie D e sfiorandone una in Serie C, eliminato solo ai play off. Ora sono in attesa di una chiamata. Ho ricevuto alcune proposte che ho, tuttavia, rifiutato perché il progetto non mi convinceva fino in fondo. Il calcio laziale naviga in brutte acque come del resto tutto il mondo calcio”. 

Parliamo appunto del calcio di oggi “Oggi c’è poco sport, conta molto di più il business ed il marketing. I giocatori e le società sono in mano alle televisioni ed ai tanti procuratori che fanno il bello ed il cattivo tempo. E’ venuta meno la sana passione, presupposto fondamentale per crescere e migliorare. Ricordo quando, giovane ragazzo della primavera, guardavo con ammirazione i vari Pruzzo, Nela o Bruno Conti. Per molti aspetti, un altro mondo.”  

Attilio Gregori oggi “Mi dedico ai miei figli. Una vive in Svizzera, l’altro a Milano ed un terzo a Roma. La mia compagna, inoltre, dirige un atelier di moda e sono spesso in giro con lei. Gli impegni, come vedete, non mi lasciano per fortuna molto tempo libero. Il calcio, quello di oggi, per il momento può aspettare.” 

Un pronostico per domenica ? “Faccio il tifo solo per il mio Verona e spero che vinca e che possa tornare subito in serie A. Il posto che merita la sua incredibile tifoseria. Forza Hellas! ”