Sull'orlo del precipizio

06.05.2019 18:00 di Enrico Brigi Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Sull'orlo del precipizio

La trasferta di Cittadella era la classica gara da non perdere. L’arrivo di un nuovo allenatore, seppur da soli due giorni, faceva ben sperare. In queste situazioni il cambio della guida tecnica spariglia le diverse gerarchie e scuote positivamente l’ambiente. L'ex gialloblù Alfredo Aglietti, chiamato per risollevare le sorti in questo tremebondo finale di stagione, oltre a schierare undici giocatori nel loro ruolo,  concedendo una nuova occasione alla coppia Pazzini & Di Carmine, si è affidato al naturale desiderio di riscatto di ogni singolo. Come ha ricordato lui stesso negli spogliatoi,  in queste partite i calciatori le motivazioni devono essere in grado di trovarle da soli.

Inutile nasconderlo, tutto l’ambiente si aspettava quanto meno una decisa reazione dopo il brutto capitombolo con il Livorno. La prestazione dei gialloblù è stata, invece, a dir poco vergognosa. Il terreno del “Tombolato” in questi anni non è mai stato particolarmente benevolo nei confronti del Verona, tuttavia era lecito attendersi molto di più dell’ignobile spettacolo offerto da Pazzini & Compagni. Dopo un buon approccio iniziale, durato lo spazio di quindici minuti, la squadra si è rapidamente dissolta uscendo dal campo all’intervallo con già sul groppone il pesante passivo di tre reti. I gialloblù hanno clamorosamente toppato sotto tutti i punti di vista. Aggressività, determinazione, compattezza, spirito di squadra, voglia di riscatto, attaccamento alla maglia, personalità e concentrazione. Di questo lungo elenco, nemmeno l’ombra. Lo stesso Pazzini, davanti alle telecamere, ha almeno avuto l’onesta intellettuale di non cercare scuse. L’unico, assieme al malcapitato Aglietti, in grado metterci la faccia e di ammettere la pessima figura. Rappresentanti della società ? Ancora una volta non pervenuti. 

Ora, inutile nasconderlo, ci troviamo giusto sull’orlo di un pericolosissimo precipizio. Sabato, ultima giornata di questo campionato decisamente avaro di soddisfazioni, ci si gioca tutto. Non esiste altro risultato al di fuori della vittoria sperando, nel contempo, anche in qualche buona notizia dagli altri campi. Non bisogna, però, dimenticare che in riva all’Adige, arriva un Foggia invischiato a pieno titolo nella lotta per non retrocedere, che scenderà sul terreno del Bentegodi armato fino ai denti per conquistarsi la salvezza o quantomeno l’acceso ai play out. Un match dalla posta in alto altissima. dove ad entrambe le squadre non sarà consentito sbagliare. Il naturale auspicio è quello di assistere ad una vittoria del Verona che consentirebbe l'accesso ai play off e l'inizio, almeno si spera, di una nuova "partita". Nulla, nonostante tutto, è ancora precluso. L'attenzione di tutto l'ambiente è quindi rivolta al prossimo match e a quello che ne sarà dopo. Quando, poi, tutto sarà finito, nel bene o nel male, ci sarà tempo per tirare le somme.