La dura legge del gol

02.10.2019 18:00 di Enrico Brigi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
La dura legge del gol

Sei punti dopo le prime sei giornate. Un bottino più che soddisfacente per una neopromossa, frutto di una vittoria, tre pareggi e due sole sconfitte (contro Milan e Juventus ndr). Il portiere gialloblu Marco Silvestri ha raccolto nella propria rete fino ad ora solo cinque palloni, tre dei quali provenienti da calci di rigore. Numeri decisamente confortanti sui quali all’inizio del campionato, in molti ci avrebbero messo la firma.  In questo primo breve scorcio di stagione l’impatto sulla squadra e sulla piazza di Ivan Juric è stato assolutamente positivo. L’ex tecnico del Genoa, accolto al suo arrivo in riva all’Adige con un pizzico di esagerato scetticismo, è riuscito in poco tempo a trasmettere alla squadra una precisa identità. Un’identità, soprattutto, figlia del suo passato da giocatore e dei suoi trascorsi in panchina come vice di Gasperini, del quale riprende molti concetti di gioco.

Tra gli aspetti maggiormente positivi sicuramente una ritrovata solidità difensiva, che per una squadra il cui primo obiettivo è la salvezza non è cosa di poco conto. Buone notizie  arrivano anche dal centrocampo dove sono saliti in cattedra i nuovi arrivati Veloso e Amrabat. I due, ben supportati anche dal lavoro di copertura dei due esterni, riescono a garantire un ottimo filtro in fase di non possesso e una buona fase di impostazione, con trame di gioco basate su rapide ed efficaci verticalizzazioni.

Ci sono, tuttavia, anche le “dolenti note” riguardanti l’attacco  dove mancano ancora all’appello le reti degli attaccanti. Al momento solo occasioni fallite in maniera più o meno eclatante. Le occasioni capitate a Stepinski, il palo colpito da Di Carmine contro la Juve sono gli esempi più lampanti. Il tema non è di poco conto. Prima di tutto perché la mancata capitalizzazione delle occasioni – e ce ne sono – vanifica l’enorme lavoro svolto dalla squadra e poi perché le reti mancate finiscono per influire inevitabilmente sui punti in classifica. Del resto, non è una novità, se non segni un gol più dell’avversario non vinci.

Occasioni sbagliate a parte, secondo alcuni il nuovo modulo di Juric (3-4-2-1 ndr), con due trequartisti e una sola punta , potrebbe rappresentate un piccolo limite, specialmente quando sono i gialloblù a fare la partita.  La società scaligera ha puntato le sue fiches su Stepinski attraverso un investimento decisamente importante. L’ex centravanti del Chievo negli anni passati con la maglia dei cugini,non ha certo impressionato per numero di reti tuttavia si tratta di un giocatore di appena 24 anni con ampi margini di crescita e miglioramento. Alle sue spalle scalpita, Di Carmine, di fatto al vero esordio nella massima serie mentre Pazzini – che i gol li ha sempre fatti, e tanti – pare per ora non godere della considerazione del nuovo tecnico. Argomento, quest’ultimo, sempre di attualità sul quale sono già stati spesi fiumi di parole e sul quale, almeno per ora, meglio soprassedere.

L’aspetto realizzativo non lascia tranquillo nemmeno Juric il quale, tuttavia, pur pienamente consapevole della situazione, mantiene ancora una più che giustificabile fiducia nel futuro. Il tema, comunque, rappresenta un punto di attenzione da non sottovalutare perché farlo diventare un problema è un attimo. Ecco perché è meglio trovare subito una soluzione prima che sia troppo tardi.