Moras: "Verona è casa mia, l'Hellas è la mia squadra"

 di Giorgia Segala  articolo letto 213 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Moras: "Verona è casa mia, l'Hellas è la mia squadra"

Di seguito l'intervista all'ex difensore gialloblù riportata nell'edizione odierna de L'Arena:

«Verona è casa mia, l’Hellas è la mia squadra». Vangelis Moras non indossa la maglia gialloblù da più di un anno, ma ormai è come una seconda pelle. Entrata troppo in profondità per poterne fare a meno, come ricorda il difensore greco rimasto per quattro stagioni in riva all’Adige e tornato per la fondazione che porta il suo nome, nata dopo la morte del fratello Dimitris a cui Vangelis aveva donato il midollo osseo.

«Devo sempre dire grazie a chi la porta avanti, Save Moras cresce sempre di più anche se c’è ancora da fare, la gente sa poco di cosa significhi essere donatori di midollo e di come si possano salvare vite. Io ora sono lontano - Moras gioca con il Panaitolikos nella massima divisione greca - ma quando smetterò tornerò qui per occuparmene. Mi dà forza, le difficoltà che abbiamo passato cerchiamo di trasformarle in energia positiva».

 

GENTE SPECIALE. Che a Verona non gli è mai mancata, anche nei momenti più brutti. «Qui è casa mia, sono diventato un tifoso dell’Hellas, ho passato anni che non dimenticherò mai», continua Moras, «il Verona è la squadra per cui ho pianto, di gioia e anche di dolore quando siamo retrocessi, sono legatissimo a questi colori anche per la vicenda di mio fratello. I veronesi mi hanno sempre aiutato, sono speciali e c’è tanta gente che mi vuole bene».

Facile, per uno come il centrale greco e per quella voglia di non mollare mai che ha sempre messo sul campo. «Se uno dà il massimo i veronesi lo apprezzano comunque, a loro non interessa vincere a tutti i costi, sono presenti sempre e comunque nelle vittorie e nelle sconfitte, in ogni categoria: però una cosa la pretendono sempre, di dare tutto quello che si ha. Guardatela mia esperienza, siamo retrocessi e quando sono tornato al Bentegodi ho vissuto un momento che non posso dimenticare, tutti quegli applausi dei tifosi sono stati davvero incredibili». Riconoscendo quell’attaccamento alla maglia che forse oggi manca in più di qualche giocatore.

 

POCA GRINTA. «Forse sì, un po’ manca, anche se è fatica trovarlo in una squadra nuova e con tanti giocatori diversi, ci vogliono anni per legarsi ad una squadra a fondo». Moras ha vissuto la stagione della retrocessione dalla A alla B, quali sono gli errori che non deve ripetere l’Hellas? «Quell’anno eravamo molto esperti e non riesco ancora a spiegare cosa sia successo, non siamo mai riusciti a recuperare, ad accendere la miccia. Quella di oggi è una squadra giovane e nuova, ci vuole tempo ma a volte quello non c’è», avvisa Vangelis, «magari si doveva puntare di più sull’entusiasmo dello scorso anno, quando vieni promosso tanti giocatori hanno una grande forza dentro, forse bisognava dare più spazio a quelli».

 

ACCENDERE LA MICCIA. «Quello che conta è stare uniti, per provare a centrare qualche risultato che cambi l’andamento della stagione, agganciando la carica di quei tifosi incredibili». La prossima partita sarà contro quel Bologna in cui Moras ha giocato per quatto stagioni. «Sono stato molto bene anche là, loro sono più abituati alla A e adesso hanno una disponibilità economica molto più importante del Verona. Ripeto, l’unica ricetta è l’entusiasmo, l’Hellas deve per forza provare a dare di più».