L'Arena: "L'Hellas di Setti nella storia. Due retrocessioni in un anno"

03.06.2018 13:30 di Anna Vuerich  articolo letto 796 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Arena: "L'Hellas di Setti nella storia. Due retrocessioni in un anno"

Indubbiamente sarà una stagione da ricordare. Qualche soddisfazione Maurizio Setti se l’è presa con l’Hellas grazie alle due promozioni dalla B alla A ma quest’annata lascerà una nota negativa nella storia del Verona.
Non è cosa di tutti i giorni centrare due retrocessioni in poco meno di quindici giorni. Alla deriva da mesi la prima squadra che non ha mai lasciato le ultime posizioni della classifica e ha regalato solo qualche illusione strada facendo, si puntava sulla Primavera per alleviare, almeno in parte, le delusioni di un 2018 da cancellare. Invece i boys di Antonio Porta sono affondati piano piano nel girone di ritorno, hanno mancato la salvezza diretta, si sono arresi nel doppio confronto con l’Udinese e ora ripartiranno dalla Primavera 2, il campionato meno importante. Restano negli occhi le lacrime dei ragazzi in gialloblù dopo la sconfitta di Udine ma a bocce ferme va fatto un bilancio razionale.

Solo un anno fa la Primavera, allora guidata da Pavanel, aveva chiuso al quinto posto in campionato, gran parte dell’organico è stato riconfermato, ragazzi come Danzi e Tupta, Stefanec e Kumbulla hanno dimostrato in più di un’occasione le loro capacità, quasi tutti con un anno di esperienza in più rispetto alla stagione precedente, molti già convocati nelle nazionali giovanili. Eppure anche loro, come i «fratelli maggiori» sono retrocessi, come se niente fosse. Mister Pecchia è stato lasciato per un anno al timone di una barchetta che stava affondando, Antonio Porta non è mai stato messo in discussione, così come Massimo Margiotta, responsabile di un settore giovanile che ha certo brillato visti i risultati conseguiti.
Nonostante tutto questo Porta - tecnico da sempre vicino a Fusco, D’Amico e Pecchia - potrebbe essere riconfermato e tornare alla guida della Primavera già dal prossimo ritiro e Margiotta, forte di un contratto triennale, è il punto di riferimento per la costruzione o ricostruzione del settore giovanile. È proprio questa la strada giusta?