Il 2017 del Verona dalla A alla Z

12.01.2018 14:00 di Giorgia Segala  articolo letto 195 volte
Fonte: L'Arena
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Il 2017 del Verona dalla A alla Z

Un anno vissuto con il fiato sospeso. Un anno di gioie e di vittorie, ma anche un anno di momenti difficili e sconfitte pesanti. Il 2017 - scrive L'Arena - ha regalato al Verona il ritorno in Serie A ma anche un avvio complicato nel massimo campionato, dalla gioia di Cesena a qualche mal di pancia dei tifosi di troppo. Il 2017 è l’anno della vicenda Cassano, dell’addio di Luca Toni e potrebbe anche l’ultima stagione di Pazzini in gialloblù.

ALLENATORE. Un gran lavoratore e una brava persona, ma Fabio Pecchia non è mai stato amato dal popolo gialloblù nemmeno dopo la promozione: di certo l’inizio a singhiozzo in A non ha migliorato le cose.

BENTEGODI.Non importa come vada la squadra e il numero delle sconfitte, il tifo gialloblù è sempre qualcosa di unico: servirà tutto quello possibile per arrivare davvero all’obiettivo.

CASSANO. È stato il caso dell’estate, con il colpo di mercato che aveva fatto sognare un po’ tutti: ma FantAntonio ha abbandonato la nave ancora prima che uscisse dal porto. 

DIFESA. Anche l’anno scorso tra i cadetti la retroguardia scaligera aveva ballato in più di un’occasione, e nella massima serie le incertezze rischiano di pesare ancora di più.

ESEMPIO. Setti qualche tempo fa ha parlato di quello del Borussia Dortmund, Fusco a inizio campionato di quello del Crotone: meglio pensare soltanto al campo,almeno per il momento.

FUSCO. È arrivato in punta di piedi, scelto dal presidente per riportare la squadra in A ma soprattutto per tenere in ordine i conti: pochi acquisti, molti prestiti, altrettante scommesse sui giovani. Sperando di vincerne il più possibile. 

GIOCO. Il ritornello è lo stesso dall’anno scorso: l’Hellas gioca bene, l’Hellas propone calcio, l’Hellas cerca di imporsi sull’avversario. Ed in B spesso questo è avvenuto, nonostante qualche momentaneo passaggio a vuoto. Ma in A sembra tutto più complicato.

HARAKIRI. Il suicidio dei samurai è un immagine forte: ma le gare perse a Cagliari e al Bentegodi contro il Bologna e pure il pareggio di Ferrara con la Spal sono state davvero gettate al vento in maniera assurda, rischiando di pesare parecchio nell’economia della stagione.

IMPIANTI. In attesa di sbloccare l’iter per il centro sportivo è stato rimesso a nuovo l’antistadio Guido Tavellin. Dove hanno già trovato spazio tutte le formazioni giovanili e la Primavera, aspettando però il ritorno della prima squadra. 

LUCA. Il 2017 è anche l’anno dell’addio senza rose e con qualche spina di Luca Toni, protagonista indiscusso degli ultimi anni. Solo sul campo però, perchè dietro la scrivania la sua avventura in gialloblù praticamente non è neppure cominciata. 

MERCATO. Quello estivo ha fatto registrare colpi che sono riusciti a stuzzicare la fantasia dei tifosi: Cassano e Cerci, Heurtaux e Caceres, ma anche il giovane Kean e la scommessa dal sapore esotico Lee, anche se in pochi sono riusciti davvero a soddisfare le attese. E quello invernale? Matos, Petkovic, il ritorno di Boldor. E poi? 

NICOLAS. Titolare in Serie B, titolare nel massimo campionato. Mai in discussione, secondo quanto ripetuto da Pecchia. Spesso positivo tra i pali, a volte un po’ meno,lasciando qualche dubbio tra la gente. Con Silvestri sempre in attesa.

OMBRE. Poche tra i cadetti, con una lunga cavalcata senza trovare rivali capaci di fermare l’Hellas. Tante invece nel nuovo campionato, dove le luci fino ad oggi sembrano insufficienti.

PAZZINI. Bomber indiscusso dei cadetti, capace di trascinare i compagni gialloblù in A e di far innamorare l’intera piazza. Ha scelto Verona per diventarne un simbolo e sta accettando la panchina da professionista esemplare. Resterà ancora in riva all’Adige?

QUALITÀ. Le doti tecniche dei singoli giocatori erano più che sufficiente contro i rivali del campionato scorso, ma in generale la qualità è troppo poca per quanto visto nella massima serie, almeno fino ad oggi. 

RITORNO. La seconda parte del torneo dovrà essere diversa per sperare di arrivare alla salvezza, con un girone di ritorno con il doppio dei punti rispetto a quelli dell’andata.

SETTI. Il presidente ha conquistato un’altra promozione in A dopo quella ottenuta nel 2013. Ma nonostante tutto la piazza non riesce proprio ad amarlo, con malumori che restano diffusi un po’ ovunque, e continue insinuazioni sulla gestione più o meno diretta del club nonostante i risultati.

TIFOSI. Passionali, critici, esigenti. Ma sempre pronti a sostenere la squadra, dal primo all’ultimo minuto. Qualche protesta, ma il sostegno non manca mai. Per la salvezza possono essere determinanti.

URGENTE. Il cambio di marcia serve subito. La parola crescita è stata usata spesso, ma adesso i discorsi non bastano più. Ci vogliono i punti. E di quelli per conquistare la permanenza in Serie A ne serviranno parecchi.

VITTORIA. Arrivare davanti a tutti non è mai semplice, e vincere un campionato è sempre complicato. Il pareggio di Cesena di maggio scorso è stato decisivo per la promozione, e nonostante tutto ha regalato a tutti i tifosi un altro bel momento da ricordare. 

ZUCULINI. Bruno e Franco, grinta infinita al servizio della squadra. Bruno sempre più tra i leader gialloblù, anche se forse è proprio il completo recupero di Franco quello che può dare una grossa mano al destino del Verona.