L'Arena, Pellissier: "Vince la paura di perdere, così è dura"

11.03.2018 13:30 di Giorgia Segala  articolo letto 118 volte
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L'Arena, Pellissier: "Vince la paura di perdere, così è dura"

Le parole da cui ripartire. Il capitano che scuote l’ambiente e che traccia la via maestra. Sergio Pellissier interviene a gamba tesa. Messaggi senza tempo. Il simbolo di un gruppo ora in difficoltà ma che non si vuole arrendere e che non si vuole lasciare dominare da un derby così negativo.

«Tutti dobbiamo capire quanto conti la salvezza per questa società. Tutti, nessuno escluso», sgombera il campo da interpretazioni il capitano. «A questo punto non bastano le parole. Mantenere la categoria è l’unica cosa che conta per questo ambiente. Chi scende in campo ha nei propri piedi le sorti di tutti coloro che gravitano nell’orbita Chievo. Dobbiamo rialzarci».

Pellissier è abituato alle sofferenze. In carriera ha già collezionato salvezze imbevute di lacrime e sangue. Una dimensione di lotta che questo Chievo sembra aver smarrito. «Nelle ultime stagioni sicuramente abbiamo assaporato scenari diversi», e l’analisi entra anche nel dettaglio. «Adesso quindi stiamo affrontando una situazione che non ci apparteneva da tempo e per cui dobbiamo trovare in fretta gli strumenti idonei», l’ulteriore spunto di riflessione del capitano gialloblù.

«In settimana la squadra produce un impegno massimale con allenamenti sempre ad alto ritmo. La domenica però», e qui sta anche la chiave del momento del Chievo, «prevale la paura di perdere rispetto alla voglia di vincere. Così si rischia anche di fare brutte figure. Noi dobbiamo volere fortemente la vittoria. Questo deve essere il nostro obiettivo».

Nel derby è clamorosamente mancato il potenziale offensivo clivense. Praticamente inoperoso Nicolas, nonostante una batteria di attaccanti quasi completamente riversata in campo nel corso del secondo tempo. «In questo momento non arriviamo in area», e Pellissier è anche critico. «Questo è un grosso problema. Gli attaccanti diventano pericolosi in area di rigore e se il pallone non entra negli ultimi sedici metri diventa durissima. Personalmente proverei a crossare di più. Dobbiamo trovare il modo per uscirne».

E il prossimo monte da scalare, domenica, sarà il più difficile: il Milan, nella tana mai violata della San Siro rossonera. «Il calcio è uno sport magnifico», la speranza di Pellissier, «e magari riprenderemo il cammino proprio nello stadio storicamente più complicato. Il pallone è rotondo. Dobbiamo lottare e andarci a cercare ovunque pezzi di salvezza».