L'Arena, Maran: "Dobbiamo rialzarci, il passato non conta"

«Dopo il gol ci siamo fatti prendere dalla frenesia. Dimenticarsi quanto è stato fatto fino ad oggi: per noi deve iniziare subito un nuovo campionato»
11.03.2018 14:00 di Giorgia Segala  articolo letto 54 volte
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L'Arena, Maran: "Dobbiamo rialzarci, il passato non conta"

La tempesta infuria. E investe in pieno il Chievo. Perdere fa male. Perdere il derby così fa anche peggio. Per l'umore. Per la classifica. Per la sofferenza e la frustrazione che oggi diventano compagne di viaggio ancora più intime di una squadra finita da tempo dentro un vortice cattivo - riporta L'Arena -.

Lo stop con il Verona dice che le ferite del Chievo non si sono rimarginate. E che il viaggio da qui alla ricerca della salvezza sarà pieno di paura. Per gli uomini di Rolly Maran è stata notte triste. Il tecnico le ha provate tutte. Fino ad arrivare ad una soluzione ultra offensiva con in campo Pellissier, Stepinski, Inglese e pure Giaccherini. Zero risultati, zero tiri in porta.

Una conferma arriva da parte del ds Romairone agli inviati Sky: Maran rischia? «No» secco e pronti a ripartire.

 

Maran, l’arbitro fischia, il Chievo è in ginocchio. Il primo pensiero che l’ha avvolta? «Dispiace per la sconfitta. Siamo andati in ansia per il momento che stiamo vivendo. Cercavamo di fare qualcosa in più nel momento in cui la partita ce lo chiedeva. Ma non ci siamo riusciti. Dopo il gol del Verona ci siamo trovati con un macigno da digerire. E non ci siamo riusciti».

Frenesia, ansia, paura. Compagne che portano ad un viaggio pericoloso. E di sofferenza. «Sì, e non ti aiutano a dare quello che vorresti. Crei ma sbagli. Provi a finalizzare ma non riesci. Penso di avere visto una partita di grande equilibrio. Che non siamo riusciti ad incanalare come avremmo voluto. Per i motivi già spiegati. Abbiamo perso lucidità e freschezza mentale. E in questo momento dobbiamo rassettare tutto. Senza avere la memoria troppo lunga. Serve guardare solo da qua in avanti. E dovremo calarci con atteggiamento giusto nel nostro nuovo campionato. Arriva il Milan? Ben venga una sfida di questo tipo».

Le scelte: Meggiorini da subito con Inglese. Poi Giaccherini al suo posto dal primo del secondo tempo. L’idea quale era? «Meggiorini ha iniziato a non stare bene alla mezz'ora del primo tempo. L’inserimento di Giaccherini è stato pensato per avere tra le linee più giocatori che fossero in grado di scompaginare le carte. Ma dopo il gol siamo andati in difficoltà. E ci è mancata la lucidità necessaria per dare incisività al nostro gioco fino alla fine».

E adesso qual è la terapia d’urto che intende usare per uscire da questa situazione delicatissima? «Non avere la memoria lunga. Ripartiamo da zero. Con un Chievo nuovo nell'affrontare le partite. Adesso dovremo fare un campionato diverso. Cambia la consapevolezza. E va dimenticata anche l’illusione di una stagione che poteva non riservare sofferenza».

Avere perso un derby pesa ancora di più? «Certo. Pesa per tutti. Ci scusiamo con tutti. Con il presidente, con i nostri tifosi, con chi aveva riposto grandi speranze in noi. Volevamo regalare una grande soddisfazione a tutti quanti. Ma non ci siamo riusciti. E proprio perché pesa tanto questa sconfitta, dobbiamo voltare pagina a 360 gradi».

Ma in questi casi non dovrebbe arrivare in aiuto la grande esperienza di cui è dotata la sua squadra? «La penso diversamente: l'esperienza va a pesare ancora di più sulla psiche di questi giocatori che hanno già vissuto questi momenti. E che si trovano a somatizzare ancora di più questa situazione».

Perché è mancata la reazione dopo la rete del Verona? «Fino al gol dell’Hellas abbiamo provato a costruire e siamo riuscite a fare le cose con ordine. Dopo il gol è mancata la lucidità giusta per poter incidere come si doveva. Non sono riuscito a dare io incisività. Siamo andati sempre più in ansia. Ad inizio stagione sapevamo che sarebbe stata dura questa stagione. Il campionato si presentava più competitivo. Ci siamo illusi di esserne fuori. Ora? Il Chievo deve pensare ad uscirne nel modo migliore».