Il Resto del Carlino: "Godfred sta bene con noi. A Verona attenti e non tesi"

Il ds Bigon. Le frasi del mediano non preoccupano
 di Camilla Dalloco  articolo letto 142 volte
Fonte: Il Resto del Carlino
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Il Resto del Carlino: "Godfred sta bene con noi. A Verona attenti e non tesi"

"E' normale che l’aspirazione di un ventenne sia quella di arrivare sempre più in alto e su palcoscenici sempre più importanti. Manel caso di Donsah sappiamo tutti benissimo che quest’estate c’erano già stati degli interessamenti e se non si sono concretizzati è anche perché il giocatore stava e sta benissimo qui. Oltretutto l’impegno del ragazzo e la qualità delle sue prestazioni sono altissime, quindi siamo tranquilli". Caso chiuso? Riccardo Bigon (foto Fiocchi) vorrebbe tanto poterla sfangare così, ma sa benissimo che la faccenda è un po’ più complicata di come appare. Complicato, per il Bologna, è anche uscire dal tunnel delle quattro sconfitte consecutive. E ieri, da Castelnuovo Rangone, dove il diesse rossoblù rappresentava il Bfc per il premio UssiGergs assegnato a Simone Verdi, lo sguardo si è subito proiettato sul Bentegodi, dove tra sei giorni c’è una partita da non sbagliare. "Io cerco sempre di combattere la filosofia delle trentotto ultime spiagge di cui sembra fatta la serie A, perché  penso che le esigenze della spettacolarizzazione in Italia carichino ogni partita di un peso eccessivo", dice Bigon. Che aggiunge: "Il campionato è una maratona e conta arrivare fino in fondo: da questo punto di vista Verona è solo una tappa. è chiaro che al Bentegodi dovremo avere la mentalità giusta peri tre punti: ma vorrei che ci fosse attenzione e non tensione". Potrebbe esserci anche un Destro di nuovo protagonista in campo: magari proprio in tandem con Palacio, come suggerirebbe il forfait di Di Francesco. "Non è una domanda da fare a me – si scansa Bigon –.Io dico solo che i giocatori forti è meglio averli, anche se non attraversano un grande momento di forma". Ricette particolari per rimettersi in piedi, nei giorni in cui tutti gli addetti ai lavori si prodigano di consigli per il bomber, non ce ne sono. "In questi casi un giocatore è il primo a sapere che conta solo il ‘testa bassa e pedalare’", taglia corto il ds rossoblù. Lodando il premiato Verdi, "che rappresenta bene la parabola di un ragazzo che era considerato un fenomeno nelle giovanili, si era un po’ perso ma poi si è ritrovato alla grande fino a guadagnarsi le attenzioni della Nazionale maggiore" e guardando al futuro ‘importante’ del club: "Dobbiamo solo lavorare con competenza e serietà, e i risultati arriveranno".