Bologna, CdS: "È un Bologna Verdi-Dipendente"

Donadoni lo ha sempre schierato titolare in campionato
E dai suoi piedi sono passati un terzo dei tiri dei rossoblù
 di Ilaria Lauria  articolo letto 75 volte
Fonte: Corriere dello Sport
© foto di Federico Gaetano
Bologna, CdS: "È un Bologna Verdi-Dipendente"

È difficile pensare che Roberto Donadoni sia particolarmente triste per la mancata presenza di Simone Verdi a Coverciano, in questi giorni. Intendiamoci: non che al tecnico dispiaccia che un suo giocatore venga convocato in Nazionale, tutt’altro, tuttavia poter contare, negli allenamenti e nella quotidianità della sosta per il play off degli azzurri, su quello che è il giocatore più importante della squadra è, egoisticamente parlando, quanto di meglio possa accadere per il lavoro giornaliero di un tecnico. Anche perché, a causa dello stop di Di Francesco, Donadoni si trova nella condizione di dover tentare nuove strade tattiche, e non sarebbe la stessa cosa provarle senza Verdi. Questo perché, a conti fatti, il venticinquenne pavese è l’uomo al quale il Bologna si è aggrappato con tutte le sue forze sinora. Lo dicono i numeri: nella attuale Serie A, non c’è un giocatore che abbia un impatto così determinante sul gioco della propria squadra al pari di quello che Verdi ha sul Bologna.

PRIMO IN TUTTO
Vale la pena, allora, entrare maggiormente nel dettaglio. Le tre reti siglate sinora (quella contro l’Inter e le due su punizione con il Crotone) lo rendono il miglior marcatore rossoblù, ed è del resto proprio lui ad avere tentato più di tutti la via del gol: 36 i suoi tiri (oltre un terzo del totale di quelli del Bologna), equamente divisi tra conclusioni terminate nello specchio della porta e fuori. Da un suo cross è nato il gol di Di Francesco con il Torino, dal suo piede è partita l’azione della rete di Poli con la Spal, è frutto di un triangolo fra lui e Donsah l’assist per... l’autogol di Salamon sempre nel derby e, tanto per gradire, anche il laziale Lulic ha insaccato nella propria porta un pallone tagliato da Verdi dentro l’area. C’è dunque la sua arma in 7 degli 11 gol del Bologna. E questi sono solamente i numeri riguardanti il suo apporto alla fase offensiva. Ma c’è anche altro.

DIPENDENZA
Se, infatti, in fondo questi dati non stupiscono, è invece significativo notare come Verdi sia anche il giocatore più impiegato da Donadoni in questa prima parte della stagione. Il lombardo vince per distacco: 12 partite su 12 – unico della rosa – e tutte da titolare, per un totale in campo di 1053 minuti, recuperi esclusi. Significa ben 173’ (praticamente due partite) in più di Poli, che lo segue in questa specifica graduatoria a quota 880’. Per chi segue le squadre di Donadoni, si tratta di un dato che non fa specie, considerando che in genere gli stacanovisti del tecnico bergamasco sono le punte esterne (la scorsa stagione colui che raccolse il maggior numero di presenze e minuti fu Krejcì), ma in questo caso è anche figlio delle considerazioni fatte in precedenza e relative al suo peso specifico all’interno della manovra e degli equilibri offensivi.

AFFERMAZIONE
Così, mentre il Bologna scopre di essere diventato dipendente da Verdi, lo stesso giocatore ha chiaro quanto il Bologna e Donadoni siano stati importante per la sua affermazione, a maggior ragione considerata la fiducia che la società ha avuto in lui, rilevandone il cartellino a titolo definitivo nell’estate del 2016. Il club vede in lui il futuro, Donadoni lo considera a ragione una figura imprescindibile del suo schieramento e ragiona su sistemi nei quali è pedina centrale, Verdi dal canto suo ha ben chiaro quanto la qualità del suo domani – e la stessa Nazionale, a prescindere dalla mancata convocazione di Ventura contro la Svezia – dipenda dal Bologna. Che deve migliorare per se stesso, ma anche per non tradire le legittime ambizioni (non certo da medio-bassa classifica) del Verdi attuale. Al quale, per il momento, si aggrappa spesso e volentieri.