Bologna, CdS: "Destro-Palacio: prove di coppia"

Nella settimana di sosta Donadoni dovrà trovare una soluzione per sopperire
all’assenza di uno dei suoi giocatori di maggior talento. E potrebbe esserci una novità
 di Ilaria Lauria  articolo letto 124 volte
Fonte: Corriere dello Sport
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Bologna, CdS: "Destro-Palacio: prove di coppia"

Prove di coppia. E messa giù così potrebbe essere pure un reality, di quelli che mettono insieme due tipi, li chiudono in una stanza e vediamo cosa succede. Andranno d’accordo? Funzionerà l’alchimia? Si cercheranno o si eviteranno? Faranno audience? Non lo sa nessuno. Forse però Donadoni è intenzionato a scoprirlo. L’infortunio di Di Francesco apre la porta a questa possibilità che è tuttora (quasi) inedita. Destro e Palacio come in quella canzone: se stiamo insieme ci sarà un perché. O anche no. Ma forse - a questo punto e per sbloccare la striscia negativa delle quattro sconfitte - vale la pena tentare l’azzardo. Destro e Palacio fuori dal campo vanno d’accordo, certo, ma è in campo che devono dimostrare che possono coesistere.

Palacio a inizio stagione disse: «Sono venuto qui anche per aiutare Destro a fare gol». Come quello chef che entra in cucina, vede cosa stanno combinando ai fornelli, poi - scansatevi, grazie - si mette lui a cucinare. Ha giocato sempre Rodrigo, Mattia è diventato la soluzione B. Chiedevi a Destro: pensi di poter giocare con Palacio? Certo. Chiedevi a Palacio: pensi di poter giocare con Destro? Sicuro. Eppure le cose - con un terzo del campionato già archiviato - non sono andate così. Dopo dodici giornate li abbiamo visti insieme solo una volta dall’inizio - nel 4-2-3-1 contro il Napoli - per 73 minuti (Destro uscì quando i partenopei erano già in vantaggio per 1-0), per uno spezzone consistente di partita (Destro entrò nella mezzora finale a Marassi contro il Genoa e contribuì al gol-vittoria di Rodrigo con una finta di corpo a liberare la corsa del compagno, senza nemmeno toccare il pallone...) e per una manciata di minuti (debutto stagionale col Torino, con Palacio che per la prima volta mise piede al Dall’Ara). Minuti giocati insieme: 111, il che significa poco meno di due ore. Pochino, no? Alla domanda se i due possono coesistere, Donadoni senza mezzi termini ha sempre fatto capire che dipende da Destro. Lui una certezza - Palacio - ce l’ha già. «E’ Destro che deve mandare segnali», ha ripetuto negli ultimi giorni il tecnico.

Ci sono dieci giorni di allenamenti davanti per le prove tecniche di coppia (e di trasmissione). In teoria, i due, possono giocare con qualsiasi modulo; anche perché Palacio è un attaccante «universale» che si adatta facilmente ai vari meccanismi di gioco, anzi: li assorbe. Il più immediato è il 4-2-3- 1 provato contro il Napoli: Destro punta centrale, alle sue spalle un tridente con Palacio trequartista. Mantenendo il centrocampo a tre, invece, ecco che le soluzioni possono prevedere un 4-3-2-1 (Destro davanti, Palacio e Verdi alle spalle), un 4-3-1-2 (Verdi trequartista, Destro e Palacio di punta), il collaudato 4-3-3 (Verdi, Destro, Palacio) e persino il tanto vituperato 4-4-2, con i due a fare coppia lì davanti. Però, gira e rigira, il modulo alla fine è un pretesto. La verità è che se Destro convincerà Donadoni che merita una chance, l’ennesima, ecco che il Bologna proverà una soluzione - quella della coesistenza con Palacio - che potrebbe persino rivelarsi vincente. Non si sa mai nella vita.